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Le bandiere nel calcio ormai sono rare, e sempre più in via d'estinzione. Una di queste è sicuramente Angelo Palombo. Il capitano blucerchiato, arrivato nel 2002 dal fallimento della Fiorentina, ha giocato ben 261 gare in campionato con la maglia della Sampdoria. Dalla B all'Europa con una finale di Coppa Italia e il quarto posto di questa stagione. Centrocampista centrale, Palombo veste anche la maglia azzurra e sarà con ogni probabilità uno dei 23 azzurri che andranno in Sudafrica. Più di una squadra avrebbe voluto portarlo via da Genova. Un anno fa esatto, il capitano firmava il prolungamento di un contratto in scadenza dopo una telenovela lunga mesi che lo aveva visto vicinissimo al Milan. La sua sembrava una scelta di vita, avendo anche rinunciato a molti soldi per rimanere in una città che lo ha letteralmente adottato. Una firma sino al 2013, quando gli anni sulla carta d'identità saranno 32 anni. Sarebbero così 11 anni di Sampdoria. Ma abbiamo usato il condizionale. Perché al termine di questa incredibile stagione, altre sirene si sono fatte sotto: quelle juventine. Un pressing costante e continuo. Vuoi per il passaggio di Marotta e Del Neri alla vecchia Signora, vuoi per il valore indiscutibile del giocatore. 'Ho Genova nel cuore, questa città mi ha dato tanto e io ho dato tanto alla Samp, sono ancora sotto contratto e non c'è davvero motivo di parlare di altre destinazioni' ha dichiarato appena pochi giorni fa. Eppure il timore che possa partire esiste. Perché sarebbe l'ultimo grande contratto della sua carriera, perché alla Samp ha dato tanto ma di trofei non ne ha ancora vinti, e perché in fondo la Juventus è pur sempre la Juventus. E allora tutto diventa un segnale, tanto che persino il fatto di non aver festeggiato al termine di Sampdoria-Napoli nello spogliatoio era diventato un caso, che lo stesso Palombo ha chiarito: 'Sono astemio, sono dovuto uscire dallo spogliatoio perché hanno spruzzato di tutto e non potevo stare, se ci fosse stata acqua invece che alcool sarei stato il primo a ballare'. Il brivido lungo la schiena dei tifosi blucerchiati si è fermato. La società ha confermato che i pilastri non si muovono. Ma un'offerta di alto livello farebbe vacillare tutto e tutti. Ci sarebbe infatti un retroscena nel passaggio di Marotta in bianconero. L'ex dg sampdoriano avrebbe un tacito accordo nel non fare pressing diretto, ma limitandosi eventualmente ad offerte ufficiali. Il punto è proprio questo: quale offerta ufficiale farebbe vacillare Garrone e il giocatore? 'Fa piacere vedere il tuo nome accostato a quello dei grandi club, ad una squadra come la Juve, ma al momento non voglio pensare a nulla. Non so cosa succederà, il mio procuratore non mi ha detto nulla. Certo nel calcio di oggi può succedere di tutto'. Parole sempre di Palombo, che possono significare tutto e niente. Parole di circostanza. Oggi però il neo tecnico Di Carlo è stato chiaro, accomunando anche Pazzini: 'Palombo? Ha già parlato il presidente. Sono giocatori importanti e non lo dico io, ma la loro storia'. Una storia colorata di blucerchiato. Una bandiera, l'ultima forse, ma per quanto ancora?