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La partita di Bergamo ha restituito una versione inedita di Claudio Ranieri. La gara con l'Atalanta è costata all’allenatore della Sampdoria, sempre molto composto e elegante, la terza espulsione in 1.171 partite, con una media di un rosso ogni 390 gare. Cifra davvero basta, che testimonia la pacatezza di uno dei mister universalmente riconosciuti tra i più educati e apprezzati del panorama calcistico italiano.

Per far perdere le staffe a Ranieri sono serviti i giocatori dell’Atalanta. “Ragazzi fate come loro buttatevi giù e gridate "ahi", che qui chi urla più forte gli danno fallo... lo sapete...” ha consigliato ai suoi calciatori durante la gara di mercoledì, esasperato dalle urla teatrali dei nerazzurri. L’affermazione ha scatenato il collega Gasperini, che lo ha ripreso in maniera molto dura: “Pensa alla tua squadra, non fare il fenomeno...” ha detto l’ex mister rossoblù, con Ranieri che ha tagliato corto: “Cosa vuoi? Sto parlando con l'arbitro” è la ricostruzione de Il Secolo XIX.
Il nervosismo però poi è sfociato nelle vibranti proteste per il fallo di Bereszynski su Gomez, considerato non così duro da Ranieri. Il ds Osti e il segretario Ienca hanno cercato di placare l’allenatore, ma l’arbitro Giua non ha avuto dubbi allontanando il mister. “Penso sia la prima espulsione della mia carriera. Magari un arbitro più esperto mi avrebbe redarguito senza il rosso” ha commentato nel post partita Ranieri. Si è trattato di un bluff, perché in realtà la prima volta risale all’ottobre 2011, durante un Inter-Napoli. Ranieri aveva raccontato che secondo l’arbitro Rocchi era stato troppo plateale. “Rocchi non aveva la gara in mano, ma non l'ho offeso. Mi sono avvicinato a lui dicendogli ‘prego Dio che tu abbia ragione, per me hai sbagliato tutto’. Quando sono rientrato negli spogliatoi mi è stato detto che ero stato espulso” aveva raccontato quella volta. Il suo ricorso venne poi accolto, e Ranieri non scontò la squalifica. La seconda espulsione invece risale al 2017, al Nantes: in quell’occasione, mimando un fallo, mise la mano sulla testa del quarto uomo. Quella volta Ranieri si scusò: “Volevo mostrare all'arbitro il fallo. Ma ho toccato il quarto uomo. Mi spiace”.