Alla fine, la sanzione del giudice sportivo è arrivata. A Genova, sponda Sampdoria, si attendeva con ansia il responso in merito ai cori dei tifosi blucerchiati contro il Napoli, e gli insulti ai tifosi partenopei hanno prodotto per la società doriana una multa da 20 mila euro con diffida "per avere i suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato cori denigratori di matrice territoriale nei confronti dei tifosi della squadra avversaria, che inducevano l'arbitro a sospendere la gara per tre minuti" si legge nel comunicato. "Sanzione attenuata ai sensi dell'art 13 comma 1 lettera c) CGS, visto anche l'intervento personale e diretto del Presidente della soc. Sampdoria al fine di far cessare definitivamente i cori denigratori" ha aggiunto il giudice Gerardo Mastrandrea.

In sostanza, si tratta di uno dei provvedimenti minimi previsti per casi come questo.  Due anni fa, alla Samp erano stati comminati 30 mila euro di multa sempre contro il Napoli, mentre l'anno scorso Corte Lambruschini dovette versare 15 mila euro. Questa volta però vista la sospensione del match si temeva una multa più salata e magari una squalifica del Ferraris. Sono state numerose le attenuanti che hanno consentito alla Samp di cavarsela in questo modo. In primis, l'intervento di Ferrero - come specificato anche nel comunicato - e i ripetuti annunci dello speaker dello stadio.

Il giudice però ha tenuto conto anche degli impegni che la Samp da anni intraprende per sensibilizzare giovani e tifosi, e questa si è rivelata un'ulteriore attenuante. Inoltre, nella sentenza non si fa riferimento al "razzismo", bensì alla "discriminazione territoriale". E' un distinguo a cui il Doria teneva molto, perchè i tifosi blucerchiati non si sono mai resi protagonisti di discriminazione verso giocatori di colore. Per il momento, la Samp non ha commentato la decisione. Stando alle indiscrezioni raccolte da Il Secolo XIX però da Corte Lambruschini non faranno ricorso per la sentenza, considerando le numerose attenuanti di cui il Giudice Sportivo ha tenuto conto.