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Jeison Murillo è il difensore più pagato nella storia della Sampdoria. Una responsabilità mica da ridere per il colombiano, che però non pare particolarmente preoccupato, anzi: "Ringrazio il presidente Ferrero per la fiducia che mi ha dato, a me piacciono le responsabilità e la pressione" ha spiegato il calciatore arrivato dal Valencia. "Questa è un in più. Siamo dei professionisti e sappiamo che una carriera può essere fatta di alti e bassi. L'ultima stagione in Spagna non è stata soddisfacente per me. Avevo diverse richieste, non lo nascondo, anche da altri campionati, ma in Italia mi ero trovato molto bene all'Inter. Volevo tornare a essere e a sentirmi importante. La Sampdoria mi ha offerto questa opportunità, è una società prestigiosa con una storia importante e una tifoseria conosciuta in tutto il mondo. Esattamente quello che cercavo".

L'obiettivo è abbastanza scontato: "Fare bene con la Samp. Da lì arriverà tutto il resto. L'anno prossimo c'è la Coppa America, nel 2022 il Mondiale, ci penso ma passa tutto dal rendimento che avrò durante le prossime stagioni. Qualche telefonata a Muriel e Zapata l'ho fatta. Mi hanno detto 'Che aspetti, vai alla Samp...',"
Murillo è uno da gol strappa applausi: "Non sono il primo difensore a essere attratto da questi colpi, ricordo il francese Mexes" ha spiegato a Il Secolo XIX. "Di gol ne faccio pochi, ma mi piace farli. Però è più roba per attaccanti. Io ho altri compiti". Dal barrio di Cali, dove è nato, alla Samp. La vita di Murillo è svoltata grazie al calcio: "Il calcio dà la vita alla mia famiglia e ha scritto la mia. Sono cresciuto in un quartiere pieno di pericoli. Mio padre però mi ha dato un'educazione rigorosa. Prendere una strada sbagliata poteva essere facile, ma non ho mai corso questo rischio. Due anni fa sono tornato nel mio barrio, perchè le mie radici sono lì e non le dimentico".