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Signor Pozzi, come si sta il giorno dopo?
'Benissimo'.

Ha fatto la doppietta...
'Sì, la prima con la Samp. La quarta in serie A: con l'Empoli l'avevo già segnata contro l'Ascoli, nella partita maledetta con il Napoli prima di farmi male e al Messina di Storari. Ma questa non risulta'.

Perchè?
'Stavamo vincendo due a uno e i tifosi siciliani, arrabbiati perchè quella sconfitta determinava la retrocessione, avevano tirato in campo di tutto, fumogeni, petardi... L'arbitro aveva già fischiato la fine quando la situazione peggiorò, però sul referto scrisse di avere sospeso l'incontro. Così vincemmo tre a zero a tavolino ma la mia doppietta... ciao ciao. Per favore Lega, Federazione, me la potete ridare?'.

Quella di Torino sicuramente non gliela toglie nessuno.
'Ci mancherebbe. È stato il coronamento di una settimana che ha segnato la mia vita. Giovedì mattina alle 8.15 è nata Tiarè Nicol. In quei giorni lì ho dormito pochissimo. Giovedì notte nemmeno un minuto, l'ho passata in ospedale ad aspettare. Sabato mattina le ho dato un bacio, sempre all'ospedale, prima di partire per Torino. Domenica mattina lei è entrata per la prima volta a casa e io in ritiro ho saputo da Di Carlo che avrei giocato titolare. Nel pomeriggio le ho dedicato i gol'.

Chissà che emozioni...
'Sì, tante. E nello stesso tempo no. Nessuna. Perchè sono entrato in campo tranquillo. Me lo sentivo che avrei fatto bene. C'erano tanti segnali positivi. La nascita di mia figlia, il fatto che alla Juve avevo già segnato quattro gol in tre partite. Uno quando giocavo nel Milan e tre con la maglia dell'Empoli in Coppa Italia: uno in casa e due in trasferta, all'Olimpico'.

Eppure la prima occasione, l'ha fallita.
'Peccato. Conosco Storari, so che lui sta in piedi fino all'ultimo. Mi ha chiuso lo spazio per il destro, ho colpito di sinistro, l'ho piazzata. L'ho piazzata e lui è stato bravo a tuffarsi al momento giusto. La verità è che in quella situazione un attaccante vero deve segnare. Lo so. Però non mi sono buttato giù. Vedevo che la squadra stava girando bene e mi rendevo conto che continuando così prima o poi un'altra occasione per segnare sarebbe arrivata'.

Infatti è arrivata.
'In certi momenti sembravamo noi la Juventus... quella di qualche anno fa, intendo. Nel primo tempo potevamo segnare qualche gol in più. Invece, è arrivato il pareggio di Marchisio, che ha complicato tutta la faccenda. Siamo andati in difficoltà, abbiamo subìto due reti in fuorigioco. E ogni volta abbiamo mostrato carattere e forza per reagire. Avete visto che assist ha fatto Palombo a Cassano, nell'azione del due a due?'.

Dica la verità, l'istinto di toccare quella palla prima che varcasse la linea ce l'ha avuto.
'Beh, sì'.

E che l'ha frenata l'idea di togliere un gol a Cassano... appena il pallone è entrato si è immediatamte girato verso di lui facendogli capire ad ampi gesti che non l'aveva toccata...
'Ho visto che la palla stava rotolando in porta. Con la coda dell'occhio ho visto anche che vicino a me c'era solo Gastaldello, quindi non si correva nessun rischio. E poi dai, non sarebbe stato giusto toccare quel pallone'.

E intanto qualche minuto dopo un altro gol lo ha fatto.
'Beh, quando ti arrivano certe palle dai compagni... Antonio e Guido me ne hanno mandate due che sono tanta roba. Sanno tutti che io non sono un attaccante che riesce a scartare tre avversari da solo. Io, per fare bene, ho bisogno di essere supportato dalla squadra. Ho bisogno dei miei compagni, dipendo da loro. E non smetterò mai di ringraziarli. I miei gol sono i loro gol'.

Senta Pozzi, la Sampdoria l'ultimo giorno del calciomercato l'aveva venduta al Bologna, su richiesta del suo procuratore. Ma che cosa è successo?
'Io resto a Genova... Quando parlo, dico sempre la verità. Quando avevo detto che la Sampdoria per me rappresenta la mia Nazionale, avevo detto la verità. L'avevo detto e lo dico perchè lo penso sinceramente e non per leccare il culo a qualcuno. E chiudo qui... '.

Sicuramente lei è destinato a confrontarsi sempre con un'etichetta, quella di investimento più oneroso dell'ultima campagna acquisti della Sampdoria. Le verrà ricordato nel bene...
'Soldi ben spesi'.

Esatto, come adesso. Oppure nel male, come quando è entrato contro il Werder.
'Sì, ma nei tre giorni precedenti il playoff di ritorno avevo avuto la febbre... Mi è mancata la brillantezza, quella sera'.

Certo che se il suo procuratore lamentava una mancanza di spazio per lei in questa Sampdoria, non è che le cose adesso sono cambiate.
'Sono molto sereno. Conosco la situazione e non pretendo di avere un posto da titolare. Pretesa che d'altra parte non ho mai avuto nella mia carriera. Sono strafelice di essere stato riscattato dalla Sampdoria. Per me era un sogno. Per me non è cambiato niente rispetto alla stagione scorsa. Allora sapevo di avere davanti due campioni come Pazzini e Cassano, adesso so di avere davanti due campioni che in più sono anche gli attaccanti della Nazionale. Io e Marilungo siamo a disposizione, pronti a dare una mano quando ce n'è bisogno. Come è successo a Torino. Nello stesso tempo, penso che sia normale per un giocatore di calcio essere animato dalla voglia di scendere in campo. Quest'anno ci aspettano tre competizioni e credo che ci sarà spazio per tutti'.

Si può dire che Juventus-Sampdoria sia entrata di diritto nella top five delle gare più belle della sua carriera?
'Sì. Anche se resta un po' di rammarico. Perchè nessuno mi toglie dalla testa l'idea che potevamo vincere'.

(Il Secolo XIX)