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Gennaio 2013: Gianluca Sansone arriva alla Sampdoria dopo una non esaltante parentesi al Torino. Il mancino con Delio Rossi non trova molto spazio ma sa come prendersi l’affetto dei tifosi con qualche gol d’autore e un talento un po’ discontinuo ma comunque apprezzabile in una squadra che tecnicamente è tutt’altro che strabiliante. L’arrivo di Mihajlovic con approdo a Genova di idee molto più offensive rispetto a quelle di Delio Rossi dovevano essere il suo trampolino di lancio e invece Sansone è quasi sempre stato a guardare.  In campionato in undici partite ha messo insieme solamente 156 minuti, mettendo a referto ben quattro panchine di cui tre di fila nelle ultime sfide blucerchiate. Il radar di Mihajlovic sembra averlo perso colpa anche di un atteggiamento in allenamento che non piace del tutto al tecnico serbo.

Nonostante questo è stato proprio Sinisa a non volerlo lasciare partire a gennaio. Club di B ma soprattutto il Livorno si erano fatti sotto senza però riuscire a smuovere di un centimetro la volontà del tecnico. A sfavore di Sansone hanno giocato diversi fattori: l’esplosione di Gabbiadini e Soriano su tutti e qualche infortunio, magari di poco conto, che non gli ha permesso di esprimersi su livelli altissimi. E ora cosa succederà? Mihajlovic è uomo di calcio, vista anche la classifica rassicurante se vedrà dei miglioramenti in allenamento gli donerà una nuova chance. L’ultimo treno blucerchiato per Gianluca Sansone sta per passare, toccherà a lui sfruttare la scia e trovare il modo di fare breccia nel cuore del nuovo mago blucerchiatoe di tutta la Samp altrimenti a giugno sarà con ogni probabilità divorzio.