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Il centrocampista della Sampdoria Adrien Silva è pronto ad una stagione da protagonista, dopo una prima annata vissuta inizialmente in panchina, salvo poi trovare sempre più spazio. L'anno scorso però il portoghese non aveva iniziato al sua avventura blucerchiata sin dal ritiro: "​Si fatica tanto, è la mia prima preparazione in Italia, l’anno scorso sono arrivato a campionato già iniziato e non giocavo da sei mesi. Questo mi ha reso tutto più difficile per entrare in forma, ora sarò più pronto per l’inizio del campionato" ha detto a Il Secolo XIX.
 
Il ruolo aiuta: "È uno dei miei ruoli storici, qualche volta ho fatto il numero 6, qualche volta l’8, mi trovo bene, certo per ora è prematuro parlare di moduli: stiamo ancora iniziando. Trimboli? Condivido il giudizio di chi ne sta parlando bene in queste ore. Anzi aggiungo sono bravi, al plurale, sia lui che Yepes che ha giocato al fianco di Thorsby. Si stanno mettendo in mostra, mi ricordano un po’ me all’inizio di carriera quando mi portarono con i grandi".
 
Le sensazioni sono positive: "Ho fatto quello che potevo rispetto alla situazione. Io ne do un giudizio positivo, teniamo conto che arrivavo da mesi senza giocare e ho dovuto adattarmi molto velocemente a un gioco nuovo, un modulo nuovo, una lingua nuova. È stato tutto molto veloce, non lo dico come giustificazione ma non è come giocare in una squadra che già conosci. D'Aversa? E' giusto che un allenatore stimoli e chieda sempre di più ai suoi. Nel mio caso se l’anno scorso non ho proprio dato il meglio è anche perché il modulo non mi favoriva, ero abituato a giocare in un modo un po’ diverso, però sono contento di questo stimolo, la mia volontà è dare sempre di più. Allo Sporting giocavo più avanti. Poi mi hanno arretrato e quei metri indietro si sentono. Non penso di non saper più tirare, spero di smentire questo dato".
 
Quali differenze tra D'Aversa e Ranieri? "Presto per dirlo, sono due allenatori che credono molto nell’allenamento e questo per noi giocatori è un bene perché sai cosa vogliono. Più avanti quando avrò conosciuto meglio D’Aversa forse potrò rispondere".
 
Sul futuro Silva ha le idee chiare: "Chiedetelo a Ferrero. Io qui sto bene, la mia famiglia sta benissimo a Genova, per me questa esperienza finora è stata perfetta. Non sono giovane ma sento ancora la stessa voglia dei giovani di allenarmi e di prepararmi. Le responsabilità nella mia carriera me le sono sempre prese e non ho problemi a prenderle specie in un gruppo come questo dove ci sono alcuni giocatori esperti e altri giovani".