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Se Maxi Lopez è l’uomo derby, Sinisa Mihajlovic è il mago blucerchiato. Il tecnico ha saputo risollevare la squadra con poche e geniali regole. Le aveva annunciate già nel giorno del suo ritorno in una conferenza stampa tra citazioni illustri e strategie limpide: prima cosa risistemare la difesa poi dare alla squadra la voglia di giocare e attaccare sempre, contro chiunque. I numeri non rendono in pieno l’idea dello straordinario lavoro del serbo, a svelare meglio parte della sua magia sono le prestazioni di gruppo e singoli. Napoli e Juventus nel giro di due settimane hanno tremato davanti alla nuova Samp, poi le vittorie importanti nella corsa salvezza e infine la magia del derby. La Samp subisce pochissimi gol e costruisce una molo di gioco straordinaria tra possesso palla, verticalizzazioni, tagli continui degli esterni e tanta, tantissima voglia di attaccare.
Mihajlovic ha rigenerato tutti. In difesa Mustafi e Gastaldello sono una coppia granitica, il giovane Regini continua a crescere ma è De Silvestri al momento a fare al differenza. Corre come nessuno, difende in maniera precisa grazie al super fisico di cui è dotato e quando attacca spazza via gli avversari. Prandelli se ci sei batti un colpo, in Italia non c’è un terzino destro migliore. A centrocampo Palombo è tornato alla guida della squadra. Tanta legna e la capacità di far ripartire i suoi con tocchi precisi e veloci. Al suo fianco si alternano Obiang e Krsticic. Entrambi hanno sofferto la stagione della consacrazione ma hanno qualità e talento, Mihajlovic lo sa e punta forte sui due gioielli del settore giovanile. In attacco Eder è il vero fuoriclasse: segna come non mai ed è sempre decisivo, soprattutto ora che ha un compagno d’attacco da sfruttare. L’ultima magia è stata Maxi Lopez: lo ha scelto Sinisa, visto che i dirigenti non sapevano che pesci pescare. Lo ha voluto incontrare, gli ha dato fiducia e fin da subito si è visto che l’uomo giusto per questo sistema di gioco. Postilla a parte merita Gabbiadini. Ha un talento sconfinato, un sinistro micidiale, giocate da campione e tanta voglia di sacrificarsi. Lo spostamento sul fronte destro dell’attacco lo ha liberato dal compito, non suo, di fare il bomber. Senza i tanti pali colpiti sarebbe nelle fasce alte della classifica cannonieri. Il futuro è suo, grazie a Mihajlovic anche il presente gli sorride. Tante magie, tutte frutto di un lavoro tra campo e psicologia da fuoriclasse. Aveva ragione Garrone, è stato giusto aspettarlo. Ora sarà importante non perderlo, nuovo contratto da formalizzare e far firmare in pochi giorni altrimenti in  molti verranno a lusingarlo e la Samp resterà senza il suo mago.