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Da quando è arrivato, a gennaio della stagione 2019-2020, Maya Yoshida è diventato un titolare della Sampdoria. Domenica scorsa, contro l’Inter, il centrale giapponese ha trovato anche il gol. L’ambientamento del difensore è stato piuttosto rapido, e le difficoltà di lingua non sono un problema. Come comunica Yoshida con i compagni? “In campo con Omar, Beres, Ekdal in inglese. Con Audero e Augello in italiano. Anche con il mister in italiano. In base a come mi giro col corpo devo ricordare la frase giusta e la lingue giusta. È una doppia difficoltà” ha detto a Il Secolo XIX.
 
Il suo avvio è stato molto positivo: “Non ho mai smesso di giocare tutta l’estate e avendo fatto sei partita alle Olimpiadi mi sono aggregato al gruppo della Sampdoria come se non avessi mai staccato. Ho fatto solo una settimana di vacanza che è stata più un recupero che di vera vacanza. Penso che questo sia stato stancante, ma mi ha lasciato nelle gambe il ritmo giusto. È importante per uno come me giocare tanto per entrare in forma. D’Aversa? Non è facile subito capire ciò che vuole un allenatore nuovo, ma dopo 4-5 settimane ci capiamo e penso che si veda anche in campo che abbiamo acquisito i suoi metodi. Con Colley ci troviamo bene, io sono forse un po’ meglio tatticamente. Lui è molto veloce, siamo molto complementari e ormai dopo oltre un anno ci conosciamo reciprocamente. Più fisico lui? No, anche io. Non è così meglio di me fisicamente. Comunque voglio dire che per me aere sempre lo stesso compagno, ora è Omar, è fondamentale. Cambiarlo spesso magari ogni partita non è la stessa cosa".

La Sampdoria sta giocando provando a impostare da dietro: “Fa parte di ciò che chiede il nostro tecnico, a me piace iniziare l’azione, in Inghilterra era un fatto di lancio lungo in diagonale, ora devo essere più attento e preciso. L’anno scorso siamo arrivati noni, molto bene. Ora siamo cambiati poco e questo è molto positivo perché ci conosciamo già tutti. Tre partite sono poche ma io trovo si veda già una buonissima squadra”.

Yoshida condivide con un compagno una 'battaglia': Thorsby l’ho accontentato per l’auto, prendendone una elettrica, ma gli ho dovuto dire di no quando mi ha chiesto di cambiare il mio numero di maglia in Nazionale: voleva prendessi il 20 perché c’è il 2.0 dell’obiettivo di contenimento delle emissioni, ma ho il 22 da una vita e gli ho detto di no. Spero che non si sia offeso".
Il centrale è rimasto colpito dai numerosi esoneri in Serie A: “In Giappone non succederebbe mai e poi mai! Sono rimasto molto sorpreso, allora anche noi che non abbiamo ancora vinto in campionato siamo a rischio. E anche la Juventus. Capirei se un esonero per una lite, ma giudicare dopo solo tre partite mi sembra assurdo”.

Il difensore ricorda con affetto anche l’ex compagno Tonelli: “Mi ha aiutato tanto, mia figlia è andata a scuola col suo, sono stato spesso a casa sua qui a Genova e mi ha aiutato a inserirmi. Però lo avviso: noi a Empoli abbiamo bisogno dei tre punti perché dopo tra Napoli e Juventus sarà molto dura. Quindi nessuno sconto all’amicizia”.