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Tre gol per allontanare la paura. Tre palloni alle spalle di Viviano per rispondere ai tifosi che chiedevano la 'bava alla bocca' in una partita che poteva davvero rappresentare il principio del baratro. Così non è stato: la Samp ha ritrovato i suoi uomini chiave, Palombo, Gastaldello e Poli, e grazie a loro è tornata a schiumare rabbia in campo e a sorridere fuori.

Tanti segnali positivi. Il primo quello che fa ben sperare per il futuro: la Samp è riuscita a mettere in campo tutto il suo spirito fin dall'inizio senza aspettare che gli altri facessero scattare la scintilla. Quindici minuti di pura rabbia che hanno consegnato a Di Carlo un gruppo compatto, che finalmente ha affrontato la situazione di petto, tutti insieme, nessuno escluso. La coppia Biabiany-Maccarone sta affinando l’intesa, Poli e Palombo sono tornati sui livelli dell'anno scorso, e la difesa, grazie al rientro di Gastaldello, ha riofferto garanzie importanti, segnali positivi su cui lavorare.

Qualcosa da rimproverarsi, anche nel giorno della resurrezione, questa squadra ce l'ha: i tre gol di vantaggio hanno abbassato troppo la tensione lasciando l'iniziativa completamente nei piedi rossoblù. Errore tralasciabile oggi, ma da correggere per il futuro. La crisi però non è così facile da scacciare. Non può bastare mezz'ora di grande Samp per allontanare i fantasmi del passato. Il futuro immediato si chiama derby, e quella sarà tutta un'altra storia. La stracittadina è oggi più che mai un tremendo bivio che può definitivamente far tornare morale ed entusiasmo oppure far precipitare di nuovo nel tunnel dell'insicurezza e della paura.

La prova di ieri dovrà essere ripetuta sotto l'aspetto fisico e mentale, ma migliorata a livello qualitativo, altrimenti potrebbe non bastare contro un Genoa che sta risalendo la corrente proprio come i blucerchiati. Un mercoledì da leoni per centrare l'ormai unico obiettivo stagionale: battere i cugini, allontanarli in classifica e risalire la china giornata dopo giornata sperando che la maledetta stagione 2010-2011 finisca presto. Davvero poco guardando indietro di pochi mesi, ma questa è la realtà di oggi, e volenti o nolenti bisogna affrontarla a testa alta.