Trarre indicazioni dopo due sole partite di Serie A è praticamente impossibile. Specialmente da gare diametralmente opposte come quelle disputate dalla Sampdoria. Uno spunto interessante però i 180 minuti spalmati tra Udinese e Napoli lo hanno fornito. Questa sarà la Sampdoria dei dualismi. E come sempre succede in queste situazioni, le strade percorribili sono agli antipodi: o i dualismi diventano un valore aggiunto, oppure deflagrano.

Il caso iniziale dell’era Giampaolo fu quello - anche abbastanza sorprendente - della rivalità tra Cigarini e Torreira. Cigarini arrivò a Genova per fare il titolare, e per allevare il giovanissimo uruguaiano. Dopo due partite in ballottaggio, anche a causa di qualche problema fisico patito dal ‘Ciga’, si era ampiamente capito chi sarebbe stato la riserva e chi il titolare. Quest’anno invece di dualismi da risolvere ce ne sarà uno per reparto. Il primo, e il più clamoroso, riguarda la difesa ed in particolare Colley e Tonelli. Ad annunciarlo era stato lo stesso Giampaolo, nella conferenza stampa pre Napoli: “Andersen può giocare indifferentemente a centrodestra e a centrosinistra, Colley probabilmente gioca meglio a sinistra mentre Tonelli meglio a destra” aveva risposto a precisa domanda il mister. Tenendo conto del fatto che Andersen pare inamovibile (Giampaolo lo ha definito “Lo Skriniar del futuro”, “Un top” “Il futuro della Samp” e persino “Difensore stratosferico) ecco che restano gli altri due a giocarsi la residua maglia di titolare. 

Attualmente leggermente più in alto nella gerarchia dovrebbe esserci Tonelli, in virtù della prestazione offerta contro il Napoli e anche della considerazione che ha l’allenatore dell’ex giocatore dell’Empoli. Anche per il calciatore nato a Firenze nel 1990 Giampaolo ha speso parole importanti, precisando che alla Sampdoria “Non abbiamo mai avuto, per il modo di difendere che piace a me, con l’esasperazione della linea, un centrale così forte”. Forse è un pelo esagerata come definizione, perché ad esempio sotto la gestione del mister di Giulianova al Ferraris si è visto un certo Skriniar, ma la dichiarazione rende l’idea di quale stima nutra Giampaolo nei confronti di Tonelli. Per contro, in panchina rischia di andare Colley, un giocatore di spiccata personalità seguito per due anni dalla Samp e pagato dai blucerchiati oltre 10 milioni. Cifra difficile da far sedere con una pettorina addosso, specialmente se versata per un centrale. Ipotizzare un turn over è poco realistico, per chi conosce Giampaolo e i suoi metodi, e per questo l’allenatore blucerchiato dovrà essere estremamente attento nel gestire la vicenda. Certo, l'unico punto interrogativo su Tonelli riguarda la condizione fisica, ma se starà bene difficilmente il centrale arrivato dal Napoli lascerà il posto in campo. Situazione da maneggiare coi guanti, appunto, perché non sempre abbondanza significa benessere.
Altro dubbio che la Samp si porterà avanti per tutta la stagione è quello a centrocampo. Qui sono in cinque per tre maglie: Praet, Linetty, Ekdal, Jankto, Barreto, più il giovanissimo Vieira che comunque è arrivato a Genova carico di aspettative e di attese. Tolto il caso del regista inglese (penso che Giampaolo stia cercando di tenerlo volutamente lontano dai riflettori per stemperare un po’ l’eredità di quel numero 34 ancora troppo fresco nella mente dei sampdoriani), sembra che la Samp dovrà portarsi avanti per un po’ l’incertezza su quale sarà il terzetto di titolari. In attesa di capire se Praet farà il regista o la mezz’ala, il ballottaggio numero uno pare destinato ad essere quello tra Jankto e Linetty. In questo reparto l’abbondanza può essere però più utile che in difesa, e meno complicata da gestire. I centrocampisti di Giampaolo sono spinti ad un lavoro estenuante nelle due fasi, sia per quanto riguarda i compiti di rottura che durante la costruzione della manovra, e possibilmente dovrebbero anche riuscire a cercare l’imbucata in area di rigore. Il dispendio di energie è altissimo nel corso della stagione, e durante il campionato 2017/2018 probabilmente la Samp era diventata prevedibile anche a causa della poca brillantezza dei suoi centrocampisti, chiamati a fare gli straordinari senza ricambi all’altezza. Averne alcuni da far ruotare, insomma, la ritengo una buona idea.

Ultimo ballottaggio è per il ruolo di rifinitore. Attualmente Giampaolo ha due opzioni ‘e mezza’. La prima, probabilmente anche la preferita dal mister, è quella che porta il nome di Riccardo Saponara: rapido, tecnico, imprevedibile, ha donato verve ad una manovra offensiva altrimenti troppo stagnante. Soluzione numero due, Gaston Ramirez. Anche l’uruguaiano è stato pagato tanto, teoricamente è nel pieno della maturità calcistica, ma sino ad oggi non ha garantito quel rendimento che ci si aspettava. E l’avvio di stagione è stato decisamente da dimenticare. L’opzione ‘a metà’ è invece Gianluca Caprari, che Giampaolo impiega in qualunque posizione dell’attacco ma anche da rifinitore, e che scalpita in cerca di spazio.

Generalmente, in situazioni del genere si utilizzano frasi fatte stile “Sono dolci problemi”. Anche gli allenatori tendenzialmente replicano con dichiarazioni tipo “Sono problemi che tutti vorrebbero avere” o “Non ho gerarchie, gioca chi se lo guadagna in settimana”. Per carità, è sicuramente vero. E lungi da me lamentarsi di un’eventuale abbondanza in determinati ruoli. Però è giusto anche lasciarsi mettere in guardia, perché i dualismo spesso sono positivi, ma altrettanto frequentemente ti si possono anche ritorcere contro. Bisogna maneggiarli con cura, e con tutte le attenzioni del caso.