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Il titolo è ovviamente una provocazione, ma dopo ieri sera è quasi palese come la ribalta europea sia sempre più una spina nel fianco da togliersi il prima possibile per non rischiare di perdere energie in vista del campionato. Proprio come due anni fa è ancora il Metalist, di certo non il Real Madrid, ad escludere (definitivamente o quasi) la Sampdoria dal palcoscenico europeo. Una squadra ucraina diventata bestia nera più per colpe blucerchiate che per meriti propri. In campo ieri come due anni fa va in campo la squadra B, senza stelle e infarcita di giovani che hanno molto talento ma che a volte peccano di personalità.

Ma se l'Europa League non è degna della formazione titolare, perché continua ad essere l'obiettivo di ogni campionato entrarci sudando sette camicie? Arrivare settimi o più in serie A non è mai semplice per la società di Corte Lambruschini, si lavora duramente per andare a calcare i campi del vecchio continente e poi si fa giocare chi non gioca mai, quasi a dimenticarsi di tutti gli sforzi fatti per arrivarci.

La provocazione è lanciata: basta, non andiamoci più! Nelle ultime stagioni l'approdo in Europa non ha portato neanche più entusiasmo proprio perché i tifosi sanno che la società, l'allenatore e i giocatori non la vedono come un obiettivo reale. Troppo difficile arrivare in fondo, meglio sperare che la squadra B faccia bene da sola, senza l'aiuto dei titolari che vanno preservati per il campionato, anche se il prossimo avversario si chiama Catania e arriverà al Ferraris tre giorni dopo.

Quando la Samp girava per l'Europa tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta la faccenda era diversa: il 'preparate i passaporti' di Mantovani rimane frase storica perché i tifosi credevano veramente di poter arrivare in fondo, mettevano il proprio entusiasmo a disposizione della 'vera' Sampdoria che andava in campo sempre con Vialli, Mancini, Cerezo e tutti gli altri, anche nel primo turno dell'ormai defunta Coppa delle Coppe. Oggi nella partita decisiva di Europa League in campo vanno altri, perché bisogna fare turnover per non stancare i giocatori. Un consiglio: perché non si prova a fare turnover in campionato e i big non si mandano in campo in Europa? A quel punto crescerebbe la convinzione di poter andare avanti, lo stadio sarebbe un po' più pieno e l'Europa tornerebbe ad essere un sogno e non un fastidio.