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Non l'ho fatto apposta, giuro. Quando ho scritto il Sampmania di qualche giorno fa, incentrato sulla questione dello 'stile', a commento delle voci su un possibile passaggio di mano della Sampdoria, non sapevo che il presidente Massimo Ferrero sarebbe stato ospite di un noto programma televisivo. Sarebbe stato troppo semplice. Oltre a ballare il tip tap con Mara Venier – ma quello è parte del personaggio – il numero uno di Corte Lambruschini ha candidamente (?) confessato il suo desiderio di diventare presidente della Roma. E' quantomeno curioso, considerando che lui presidente lo è già, ma della Sampdoria. A scanso di equivoci, riportiamo il virgolettato: “Ognuno ha un sogno nel cassetto. Io sono Romano, romanista, nato a Testaccio, più di così non si può. Un giorno quando il signor James Pallotta deciderà di andare in pensione, io ci sarò. Sono pronto, diamo a ‘sti lupacchiotti la Roma che si meritano”.

Ora, al di là del fatto che non so quanto al presidente Pallotta faccia piacere un'esternazione del genere (e forse sarebbe anche il caso di tenerlo presente, quando si rilasciano certe dichiarazioni pubbliche) torniamo ad analizzare la questione dal punto di vista dei tifosi della Samp. Questo è esattamente ciò che intendo quando auspico che il futuro presidente del club genovese, di chiunque si tratti (Vialli, Ferrero, Dinan, gli arabi, gli inglesi, Bruce Springsteen, E.T.) non prenda a pesci in faccia quelli che con una squadra di calcio ci nascono, ci crescono e ci muoiono. Quelli che quando devono organizzare una gita alla domenica, controllano il calendario per sapere dove e quando giocherà la Samp. Quelli che passano l'estate a seguire il calciomercato per sapere chi arriva e chi parte, quelli che vanno a lavorare e si sorbiscono i menaggi dei 'cugini' se perdono un derby, o se il loro presidente li accusa di essere conosciuti solo tra 'Recco e Chiavari'. 

Io tutto posso pensare di Ferrero, tranne che sia dotato di poca intelligenza. Un paio di mesi fa una persona che ha avuto a che fare con lui per motivi di lavoro per descrivermelo ha usato una frase che mi è rimasta particolarmente impressa. “Dopo dieci minuti di conversazione con Ferrero, gli dai quello che vuole e lo ringrazi pure”. Questo per dimostrare che il presidente blucerchiato non 'spara' a caso, sa usare bene le parole e conosce lucidamente le conseguenze delle sue azioni. Inoltre, è perfettamente in grado di leggere il suo pubblico e i suoi interlocutori. Per questo motivo mi viene difficile pensare che non si sia reso conto di quante polemiche avrebbe suscitato una dichiarazione del genere, specialmente nell'attuale momento storico, estremamente delicato tra voci sulla cessione e indiscrezioni che si rincorrono. Non posso credere che sia solo una gaffe, sono convinto si tratti di una scelta mirata. Non so a cosa, però. Preparare il terreno all'uscita di scena? Esacerbare il pubblico blucerchiato? A che scopo? 

Continua a frullarmi in testa una riflessione, che vi ho già proposto e che però voglio ribadire. Se Ferrero vuole realizzare la regina di tutte le plusvalenze vendendo la società e dedicandosi ad altre iniziative imprenditoriali, può anche non interessarsi minimamente (o quasi) dell'opinione di quelli che sono i tifosi della sua squadra. Se viceversa vuole che si dia credito a ciò che dichiara da tempo, ossia di non voler assolutamente lasciare, probabilmente dovrebbe rimodulare certe uscite, perchè non può essere realmente convinto di avere la licenza di annunciare cose simili senza vedere incrinato il suo rapporto con una piazza che già dà segni di insofferenza. Che poi, cosa pensereste di un calciatore della Samp che tira fuori un'affermazione del genere a marzo? Lo ribadisco, il discorso dello stile e della Sampdorianità può sembrare secondario ma non lo è per niente.
Il tifoso medio della Sampdoria si sente un po' come la signora Doriana. La signora Doriana è sposata con Ferruccio, un vivace sessantasettenne, e piano piano si è abituata ad alcune uscite non certo signorili nei suoi confronti. Il marito della signora ha già dichiarato qualche volta in pubblico che Doriana si veste come una vecchia, che dovrebbe ringiovanirsi un po', magari farsi qualche ritocchino. Gli è persino scappato di dire che abita in una 'cazzo di casa'. Una sera però, a cena con amici, la signora Doriana sente il marito rivelare allegramente davanti a tutti i commensali che sì, qualche anno fa lui è convolato a nozze con Doriana e non gli dispiace nemmeno, oltretutto si è anche accasato con un buon partito che gli ha portato in dote una discreta sommetta e gli consente di vivere serenamente. “Però, quanto è bona la signora Romina”, confessa Ferruccio. “Mi è sempre piaciuta da matti. Prima non mi considerava, ma ora, da quando mi sono sposato con Doriana, sa chi sono. Non appena si lascia con quell'americano che oltretutto è sempre via per lavoro, le zompo addosso”. La signora Doriana ha ingoiato tante altre cadute di stile in passato, perchè in cuor suo forse è insicura, sente di non meritare di meglio, di non poter ambire a qualcuno che la tratti in altro modo. Si accontenta di vivacchiare. Da qualche tempo è insofferente, e ha cominciato a farlo presente, pur continuando a sopportare. Eppure la signora Doriana conserva un certo amor proprio, e un'altra umiliazione del genere non è sicura di riuscire a sopportarla. Non la tollerano nemmeno i suoi amici, che infatti iniziano a farsi sentire e le dicono di lasciare il marito.

Stia attento però, il signor Ferruccio a trascurarla e a trattarla in questo modo. Può anche essere che alla porta della signora Doriana bussi un uomo di mondo più giovane, scapolo e dannatamente elegante. Magari un tizio di cui la signora Doriana da giovane era innamorata persa, la sua prima vera cotta. Un cinquantenne di classe e di buona famiglia, benestante, e che soprattutto non si è mai scordato del suo primo vero amore. Non è detto che la passione non possa divampare di nuovo. E magari nel frattempo c'è persino il rischio che il signor Ferruccio si accorga di non essere ricambiato dalla signora Romina, donna bella ma abituata ad un certo tenore di vita. Si ritroverebbe a piedi, dimenticato, senza più ricevere inviti di qua e di là, con una bella dote in tasca, certo, ma senza fama né gloria. Ripensando a certe frasi che poteva davvero evitarsi, se intanto era davvero convinto di voler lasciare Doriana.

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