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Che si sarebbe trattato di un mercato povero, lo sapevamo da tempo. Che la Sampdoria avrebbe dovuto fare i conti con l’indicatore di liquidità, e con la regola aurea del ‘Prima esce un giocatore, poi ne può entrare un altro’, anche. Il giorno dopo la chiusura della finestra invernale, il Doria si ritrova più o meno con gli stessi effettivi, e questa è già una notizia, abituati come siamo da anni a bulimiche campagne acquisti (specialmente estive), mosse quasi sempre più dalla necessità di muovere capitali rispetto a reali esigenze di campo, e mirate a stravolgere il volto della formazione blucerchiata, non per forza in meglio. Anzi. Comunque, la sessione si è conclusa con due novità buone, e una negativa, quindi tutto sommato il saldo è pure positivo. Ma andiamo con ordine. 

In realtà, la scarsa disponibilità generale di risorse può essere considerata un’indicazione favorevole dal punto di vista della cifra tecnica dell’undici di Ranieri. Il primo obiettivo, l’ho scritto più volte, era la riconferma in blocco del gruppo titolari. I 26 punti in classifica non dovevano ingannare. Andare a toccare lo zoccolo duro dei calciatori maggiormente utilizzati dal tecnico era un’eresia. Le sabbie mobili adesso sono lontane, ma a precipitare nuovamente nelle acque basse e limacciose è un attimo, e nella Samp ci sono 13-14 giocatori imprescindibili per un cammino quanto più tranquillo possibile. Cedere Ekdal e Colley, ad esempio, sarebbe stato un suicidio. Di offerte importanti e concrete a Corte Lambruschini non ne sono arrivate, i discorsi sono rimandati all’estate, e alla fine meglio così. Gli effettivi del club genovese avranno i loro limiti e le loro debolezze, ma cambiare per il gusto di farlo non avrebbe avuto senso. Giusto tenere tutti i pilastri, anzi, in quest’ottica il rinnovo di Ekdal, Colley e probabilmente pure di Verre sono punti di partenza positivi. Significa cedere meglio a luglio, o in alternativa mantenere l’intelaiatura per la prossima stagione. 

L’altra buona notizia è l'ingaggio, arrivato a sorpresa, di Ernesto Torregrossa. Prima di gridare al nuovo Luca Toni prenderei tempo, i facili entusiasmi non mi piacciono e li ritengo poco seri, ma al centravanti vanno concessi pure il giusto spazio e le opportunità per mettersi in mostra. Specialmente prima di bollarlo come un pacco, o un innesto poco utile alla causa. Le qualità del nuovo numero 9 blucerchiato in rosa non c’erano. La capacità di riempire l’area e di approfittare dei cross, vero marchio di fabbrica del calcio vecchio stile di Ranieri, sono imprescindibili per il modo in cui la Samp affronta le partite, specialmente in vista del finale di campionato.

L'aspetto negativo, per quanto mi riguarda, è il mancato rinforzo in difesa. Lo ripeto dall’estate. Il reparto è corto numericamente e male assortito. In un mondo ideale, ad esempio, mi sarebbe piaciuto vedere a Genova un centrale di livello o, in alternativa, un esterno destro basso. Credo ce ne sarebbe stato estremo bisogno. Nella mia scala di priorità, però, il primo posto spettava al laterale mancino. Per quanto mi riguarda, veniva pure prima della punta. Infatti Ferrari può essere impiegato in mezzo o come alternativa a Bereszynski, ma in rosa è evidente la voragine alle spalle di Augello. L’aspetto preoccupante è che negli uomini mercato blucerchiati c'era la consapevolezza, pure ben chiara, di dover riempire tale casella. In estate ci avevano provato con Ferrer, in inverno hanno tentato di rimediare con Sy, e in tutti e due i casi non sono riusciti a portare a casa il rinforzo. Escluderei quindi non fossero a conoscenza della lacuna. Mi preoccupa l’assenza, per entrambe le situazioni, di un piano ‘B’. Sono convinto che una società di livello debba sempre avere più strade tra cui scegliere, gli intoppi vanno messi in conto. Se la Samp li ha trattati, sapeva di dover ingaggiare un giocatore con quelle caratteristiche. Errare la prima volta è umano, perserverare è diabolico. Probabilmente i terzini non fanno ‘audience’ quanto un attaccante, ne sono consapevole, ma alle volte servono persino di più. Preghiamo tanta, tanta salute ad Augello, e pure a Bereszysnki. Da qui a maggio, dovranno fare gli straordinari.
In uscita, la Samp ha operato soltanto su giocatori già in giro per l’Italia. Depaoli me lo sarei ripreso volentieri, la formula di cessione al Benevento non mi convince, così come non mi convincevano le condizioni del suo trasferimento all’Atalanta. Il prestito con diritto è sempre un’arma a doppio taglio. Peccato non essere riusciti a piazzare La Gumina alla Lazio/Salernitana, avrebbe alleggerito di un problema le casse di Corte Lambruschini e avrebbe permesso di trovare minutaggio ad un giocatore destinato ad un impegno centellinato da qui al termine della stagione. Fortunatamente il Doria non ha avuto la possibilità di discutere il riscatto anticipato di Chabot e Caprari. Chiedere favori alle altre società difficilmente è una soluzione  vincente, nella stragrande maggioranza dei casi ciò comporta sconti o piaceri da restituire. Sono poi curioso anche di conoscere il futuro di Murru e, soprattutto, di Bonazzoli. La cessione al Torino dell’attaccante, in prestito con diritto di riscatto, non è stata una buona idea per nessuna delle tre parti in causa. Non ne giova il giocatore, stoppato nel miglior momento della carriera, non ne giova il Torino e, soprattutto, non ne giova la Samp. Il Doria con una simile formula di trasferimento ha massimizzato i rischi, minimizzando i benefici (se gioca bene, lo riscattano ad un prezzo modesto, se non esplode torna indietro). Speravo andasse a fare il titolare da qualche parte, non c’è riuscito, peccato. Per tutti.

In chiusura, una menzione particolare la merita Gaston Ramirez. L’uruguaiano ha alternato prestazioni convincenti da subentrato, ad altre indolenti. Le cose migliori le ha fatte quando è stato impiegato da trequartista, nella sua posizione naturale. Il problema è che questo sistema di gioco viene impiegato soltanto in spezzoni di gara. Io continuo a ritenerlo il giocatore più tecnico della squadra, anzi, probabilmente è l’unico in possesso di un certo tipo di colpi. Probabilmente lo saluteremo a giugno, con qualche ‘scazzo’ evitabile - da parte di tutti - e senza la giusta riconoscenza da ambo i lati. Succede, è la legge del calcio, il rinnovo adesso sembra un’utopia ma a me piacerebbe proprio tanto vederlo ancora in blucerchiato. Anche perché, se la Samp oggi è ancora in Serie A, gran parte del merito è suo. E dimenticarlo sarebbe poco generoso e poco giusto.

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