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Sampdoria-Spal non sembrava neppure una partita ufficiale, più che altro pareva una di quelle amichevoli pre stagionali di metà agosto. Peccato che nessuno fosse in maglietta, anzi, per fortuna questa volta ho avuto il buonsenso di indossare il doppio paio di calze, e pure una maglia termica arancione ben nascosta sotto la giacca, che tanto non si sa mai. Veramente molto 'classy'. Tolte le mie discutibili idee in fatto di stile e di moda, da questa finta amichevole – che in realtà aveva in palio gli ottavi di Coppa Italia – rimangono alcune perplessità, e qualche buona indicazione. Già meglio di niente.

Massimo risultato con il minimo sforzo. Giampaolo è riuscito a staccare il pass per il Milan (in partita secca i rossoneri si possono battere, e i quarti iniziano a rappresentare una situazione interessante) tastando nel contempo il polso della sua squadra. Il turn over ha il duplice vantaggio di tenere sulla corda tutta la formazione, offrendo un'occasione ai giocatori della rosa meno impiegati: alla fine, visto così, il bilancio della serata non è neppure male. La chance alcuni l'hanno sfruttata, altri no. Di sicuro l'opportunità non se la sono lasciata sfuggire Colley e neppure Vieira. Resto in attesa di giudizio sul giovane metronomo inglese: ha dimostrato di avere qualità interessanti, ma non è – ancora – Torreira. Lo diventerà? Speriamo, non lo so. Ma osservarlo con un'aspettativa simile distorce del tutto il giudizio sul centrocampista: di giocatori come l'uruguaiano ne passa uno ogni 20 anni in squadre tipo la Samp. Ciò significa che praticamente nessuno può diventare Lucas. Auguro a Vieira di arrivare a quel livello, sarebbe un regalone anche per il Doria. 

Un altro che ha colto l'occasione è Dawid Kownacki. Si vedeva lontano un miglio che il polacco aveva una voglia matta di segnare. Un gol se l'è mangiato, uno l'ha sfiorato e uno l'ha fatto: può essere soddisfatto. Il segnale positivo però è arrivato dalla convinzione con cui il numero 99 è entrato in campo. Un mese fa, a proposito dell'attaccante, scrivevo un Sampmania incentrato su questo concetto: “Aspettiamolo, non affrettiamo i giudizi, non diamolo per spacciato troppo presto”. Oggi, a trenta giorni di distanza, confermo la mia sensazione. La foga con cui ha calciato via quel pallone recuperato appositamente dal fondo della rete dopo il gol del 2-1 sa realmente di liberazione. Forse i fantasmi se li è scrollati di dosso, chissà. E per prendermi un Destro qualsiasi, preferisco sperare in una permanenza di Kownacki a Genova.

In chiusura veniamo al capitolo Jankto. Quel grande, imperscrutabile mistero di nome Jakub. Lui l'opportunità prima sembrava averla buttata alle ortiche, in seguito l'ha ripresa per i capelli, e poi l'ha nuovamente sparacchiata via insieme al pallone che poteva portare la Samp sul 2-1, sedici minuti prima del gol di Kownacki. Il ceco ha giocato un primo tempo impalpabile, nobilitato da quella sgroppata prima del duplice fischio, conclusa con un passaggio intelligente e vincente per Defrel. Lì ho pensato che la gara dell'ex Udinese potesse realmente svoltare. E in effetti, nel secondo tempo Jankto aveva giocato decisamente meglio. Ecco, ritengo che il gol divorato al 66' sia la perfetta metafora per sintetizzare il giocatore visto in questa metà stagione: bel movimento, scatto bruciante, dribbling impeccabile e poi, sul più bello, ciabattata fuori col destro a porta spalancata. Cosa è successo alla furia che bruciava l'erba del Friuli e che puntava all'Arsenal e alla Premier? Proprio non lo so. Spero lo capisca Giampaolo, sarebbe un peccato che non si ritrovasse.