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Ripartiamo da qui. Ripartiamo da una squadra che non muore mai, neppure quando il buonsenso ti consiglierebbe di spegnere la televisione e andare a dormire. Ripartiamo da una formazione che non ti annoia, che raramente ti lascia con la sensazione di incompiuto, che solo a Verona e a Udine ha deluso . Ripartiamo da una Sampdoria che nel finale di partita, a San Siro, ha messo alle corde quella che molti addetti ai lavori hanno definito 'la migliore Inter della stagione'. Se i blucerchiati riescono (quasi) a ribaltare un 3-0 in casa dei primi della classe, il Doria non si deve porre limiti.

Da oggi potremo ricominciare a pensare al prossimo turno con nuove consapevolezze. La squadra di Giampaolo può giocare con una certezza: è conscia di quelle che sono le sue qualità, da cui partire per costruire un futuro luminoso. I blucerchiati ora sanno di poter mettere in difficoltà chiunque, basta non estraniarsi dal match per mezz'ora o più. Sanno di poter affrontare ad armi pari la capolista, sanno di avere un tecnico in grado di cambiare a gara in corsa l'assetto tattico indirizzando sui giusti binari il match. E' questa la peculiarità in cui Giampaolo è migliorato di più rispetto alla scorsa stagione: il mister doriano non sbaglia una sostituzione. E' la discriminante che differenzia un ottimo allenatore da un fuoriclasse. Giampaolo è sulla strada giusta per diventarlo, quantomeno per la sua Samp.

Teniamo buoni anche alcuni spunti. Ad esempio la lucidità in area di Kownacki, uno che ha qualità da centravanti vero. Non aspettiamoci Schick, il polacco è un giocatore completamente differente per caratteristiche e stile di gioco. Ma segnare due gol in due partite, da subentrante, di cui uno a San Siro è una piccola impresa. E ricorda molto, molto da vicino i primi exploit di quel numero 14 che l'estate scorsa ha fatto impazzire mezza Serie A. E poi appuntiamoci anche la strepitosa prestazione di Quagliarella, uno per cui il tempo non passa mai. Ricordiamoci l'ennesima partita intelligente e ad alto ritmo di Praet, che non è neppure il lontano parente del compassato e timido giocatore arrivato lo scorso anno.  Annotiamoci la velocità di Bereszynski, che ha tenuto botta per lunghi tratti di gara dal punto di vista fisico a Perisic. Si è distratto alcune volte, una in particolare molto evidente quando ha perso Icardi, che peraltro ha fatto un movimento straordinario a velocità incredibile in occasione del 3-0 nerazzurro. Ma ha dimostrato di avere una buona 'pasta' (come dice Giampaolo) su cui lavorare. Rimandiamo – ma solo a tempo, sia chiaro – Ramirez, compassato e fuori dal gioco. Già contro il Chievo è chiamato a rifarsi, può essere la sua partita viste le caratteristiche gialloblù. E chi l'avrebbe detto che il match di domenica, al Ferraris contro i gialloblù all'undicesima gioranata, avrebbre avuto il sapore di quell'Europa che a pronunciarla fa tutt'ora male alla bocca. Di motivi per sorridere, come vedete, ultimamente la Sampdoria ne trova tanti. Anche dopo una sconfitta.