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Quante volte abbiamo già scritto di Lucas Torreira? Dieci, cento, mille volte. Spesso lo abbiamo fatto per celebrare le doti di uno di quei giocatori che passano una volta ogni tanto, e che ti accorgi subito di doverti gustare sino in fondo, perchè prima di trovarne di simili dovrai aspettare un'era geologica, calcisticamente parlando. Il regista uruguaiano fa parte di quella categoria di calciatori che individui subito, al primo tocco di palla: "Questo è un centrocampista che non si vede tanto spesso", dicevamo tutti già l'anno scorso. Non solo: la stragrande maggioranza dei tifosi doriani e degli addetti ai lavori (me compreso) erano certi di doverlo salutare già a giugno. E' stata brava, bravissima la dirigenza blucerchiata a trattenerlo a Genova, rinnovando il suo contratto e consegnando a Giampaolo il rinforzo da cui il mister proprio non può prescindere.

Con il rinnovo, però, è arrivata anche la benedetta - o maledetta, dipende dai punti di vista - clausola. Una parola che fa immediatamente rizzare le antenne alle altre società, una parola che soprattutto fa venire l'acquolina in bocca ai tifosi delle squadre accostate all'atleta in questione. "C'è la clausola, prendiamolo" è l'affermazione più gettonata. Seguita dall'obiezione " X milioni (in questo caso, 25) sono troppi. Trattiamolo a meno". Legittimo sognare, ma bisognerebbe anche tenere conto di alcuni particolari non indifferenti: il primo, fondamentale passaggio è che la clausola non è valida a gennaio. Il secondo è che le clausole, come insegna il caso Schick, hanno un limite temporale. Generalmente sono valide entro una certa data che consente alla società proprietaria del giocatore di rimpiazzare adeguatamente il partente. Il terzo aspetto, forse il più importante, riguarda la formula del pagamento: in un'unica tranche, senza contropartite e/o rateizzazioni. Un sistema che mette al riparo i venditori da formule dilatate nel tempo, 'spalmate' su più bilanci, o con ipervalutazioni delle eventuali pedine di scambio. Si vuole pagare a rate? Benissimo, si può fare. Ma alle condizioni di chi vende, non di chi acquista. E l'importo può e deve essere superiore alla clausola, altrimenti la convenienza per chi cede non esiste.

E quì torniamo a Torreira. C'è chi crede che 25 milioni per il piccoletto uruguaiano siano troppi, io ritengo che siano troppo pochi, ma sono tutte opinioni legittime. Ciò che conta, in fin dei conti, è la volontà della Samp, e credo che ai vertici di Corte Lambruschini ci sia chi sa fare i calcoli in maniera vantaggiosa. Anzi, ne sono piuttosto certo. E' legittimo, da parte degli aspiranti acquirenti, provare a dilazionare, rateizzare, abbassare, spalmare, inserite pure il termine che più vi aggrada. Possono tentare, si accomodino pure, resterei piuttosto sorpreso se effettivamente le società interessate ad un ragazzo classe 1996 che da due anni gioca con questa personalità riuscissero ad ottenere uno sconto per Lucas da Fray Bentos. E sono anche piuttosto certo che il pericolo di una cessione di Torreira a gennaio sia scongiurato. Prego, provate pure a convincere la Samp. La storia del mercato doriano delle ultime sessioni però insegna che Ferrero, Romei, Osti e Pradè si sanno destreggiare piuttosto bene tra cavilli, clausole e forme 'alternative' di pagamento. La qualità, d'altro canto, costa. E Torreira è il gioiello più prezioso di tutti.

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