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La legge è uguale per tutti. Pare proprio di no. Almeno quando si parla di San Siro. Il promoter di Bruce Springsteen rischia un mese di carcere per la performance extra del Boss (22 minuti oltre il consentito) durante il famigerato concerto del 2008 che tanto disturbò - almeno secondo il giudice - gli abitanti delle zone adiacenti lo stadio. Quest'anno Paul McCartney e gli Ac/Dc hanno preferito disertare la tappa milanese per non sottostare a regole di orari e decibel. Ed un concerto, per quanto lungo possa essere, difficilmente supera le tre ore. A mezzanote, tutti a letto. Sabato 22, dopo la finale di Champions, il comune ha concesso l'apertura dello stadio per tutta la notte per la festa dell'Inter. (La società nerazzurra ha sborsato 50 mila euro per l'affitto dell'impianto). Meazza aperto dalle due di notte all'alba del giorno dopo in attesa della squadra in arrivo da Madrid. Impossibile riposare per la Milano non nerazzurra delle zone limitrofe San Siro. Una notte di cori, boati, musica, clacson assordanti e una domenica di mugugni, occhiaie e caffè infiniti. A tanto non è arrivato neanche il Milan di Berlusconi dopo i suoi successi europei. Nell'Italia dei conflitti d'interessi onnipresenti, legittimo pensare che l'amministrazione Moratti in questo caso sia stata più benevola e permissiva. A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca...