Dopo la vittoria di Bergamo avevamo messo in guardia tutti dai rischi che avrebbero potuto portare le 3 partite apparentemente “facili” contro Empoli, Sassuolo e Chievo. Era fondamentale vincerle tutte per arrivare al derby in una posizione di classifica favorevole. Il Milan di Gattuso si sta cimentando con l’”obbligo” di vincere. Esattamente come Piatek si sta misurando con l’”obbligo” di segnare. Una situazione psicologica che bisogna essere “allenati” per sopportare. Siamo arrivati alla terza partita, quella di Verona contro il Chievo. Sulla carta facilissima ma bisogna fare i 3 punti a tutti i costi e il Milan visto contro il Sassuolo desta qualche preoccupazione in merito. Da settimane insisto nel dire che il rientro di Biglia è importantissimo per avere ordine e lucidità in questo finale di stagione. Colgo con grande favore la sua probabile titolarità contro il Chievo. Spero che sia una “prova generale” in vista del derby. Del gioco di Biglia potrà beneficiare immediatamente anche Paquetà che, con meno compiti di impostazione davanti alla difesa, potrà dedicarsi maggiormente ad attaccare gli spazi. I suoi primi mesi rossoneri sono stati ottimi, ma non deve perdere quella “spensieratezza” nella giocata, un elemento che deve continuare a contraddistinguerlo. Un po’ la stessa spensieratezza che deve ritrovare la squadra, senza farsi schiacciare psicologicamente dall’”obbligo” del risultato. Lasciando per un attimo il campo, rileviamo che è già terminata l’avventura dell’ex direttore del centro sportivo di Milanello, un altro uomo portato da Fassone. In pochi mesi è stata quasi del tutto “defassonizzata” la società e, guarda caso, le cose hanno ripreso a funzionare. A proposito di cose che non funzionano, cerchiamo di fornire una chiave interpretativa del progetto congiunto di Milan e Inter per la costruzione di un nuovo stadio accanto a quello di S. Siro. Si tratta di un progetto di difficile comprensione e che probabilmente non verrà mai realizzato, ma proporlo potrebbe essere la chiave giusta per indurre il Comune di Milano a fornire le condizioni necessarie per la realizzazione dell’unico progetto che ha senso, cioè la ristrutturazione e l’ammodernamento di S. Siro: un monumento e un brand che per Milano sarebbe una follia abbandonare, depauperare e abbattere.