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  • Alexis Sanchez: addio Udinese

    Alexis Sanchez: addio Udinese

    Se da una parte Guidolin inaugura il ‘nuovo corso’ predicando valori come attaccamento alla maglia e negazione del famoso ‘passaggio bianconero’, dall’altra si iniziano a sentire le voci di mercato nate proprio dalla nuova politica imposta dal tecnico. 
Inutile negare che l’esclusione eccellente di Sanchez (per forma fisica scadente per detta del tecnico) non faccia uscire notizie confermate anche dalle recenti parole di Alex Ferguson, uno dei massimi estimatori del cileno, che ha recentemente confermato l’interesse per El Nino.


    Il fatto che Guidolin abbia decisamente accantonato il modulo a tre punte per un più concreto 3-5-2 crea inevitabili plusvalenze (numeriche) in attacco. E’ chiaro che Sanchez, Floro, Di Natale, Denis, Corradi e mettiamoci pure qualche giovane sono un lusso sotto quest’ottica. Un lusso che, tra l’altro, crea inevitabilmente problemi: chi va in panchina senza almeno brontolare? A questo punto a gennaio appare anche logico che una cessione venga presa in considerazione: chi non vuole Udine se ne andrà via, annunciava Pozzo a maggio. L’intenzione si è però scontrata con un mercato stantio e con i Mondiali che hanno creato non pochi problemi.

    Tutto rimandato quindi in inverno dove si sono delineate gerarchie e necessità. E allora anche la cessione di Sanchez prende una luce di versa. Anche se amatissimo dai tifosi il nazionale cileno per adesso si è preso più di una lavata di capo da Guidolin stesso che gli imputa di non aver ancora imparato la lingua. Anche la conferenza stampa della scorsa settimana ha messo in evidenza, dietro le quinte, un nervosismo tangibile frutto, ovviamente, del mancato impiego ma forse anche di qualche voce sul futuro. Il giocatore ha chiuso il discorso con un laconico ‘sono tutte voci’ ma rimangono anche qulle provenienti dall’Inghilterra dove oltre allo United anche il Tottenham sarebbe disposto a spendere. Ecco il punto cardine: Pozzo per Sanchez chiedeva 30 milioni in estate. L’esclusione e la carenza sotto porta (non poco per un attaccante) hanno probabilmente fatto già scendere il costo del cartellino a prezzi più ‘abbordabili’.

    In terra d’Albione si parla di 16-17 milioni, valutazione credibile. L’Udinese potrebbe poi chiedere clausole sulle eventuali cessioni o sui successi futuri. 
Insomma si può trattare. Il condizionale per ora è d’obbligo ma ogni domenica nella quale Sanchez parte in panchina crescono le voci. 
E a Brescia rientra probabilmente Denis, uno che piace a Guidolin anche per l’impegno profuso per recuperare. Cinque attaccanti per due posti. Tanti per qualunque squadra non impegnata in Europa. Quasi uno spreco.


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