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In una squadra di calcio tutto è organizzato nei minimi dettagli. Tutto è programmato, ogni sfida è studiata con marcature preventive, uomini da prendere in consegna sui calci piazzati, schemi e sostituzioni. Tutto passa al microscopio, rigoristi compresi. Allora non puoi fare a meno di chiederti come mai, a Genova contro la Samp, sullo 0-0, con un match da sbloccare e con la possibilità di allungare su Milan e Juve che si affronteranno questa sera, dagli undici metri si presenti Alexis Sanchez. 
 
 


NON È SOLO SFORTUNA - Niente di personale contro il cileno, ma i numeri parlano, esprimono giudizi troppo evidenti per essere ignorati, come invece hanno fatto l’Inter e Conte, pagandone amare conseguenze. Dal possibile 0-1 all’1-0 Samp, siglato proprio su rigore dall’ex Candreva. Quante beffe. Conte a fine partita se l’è presa con la sfortuna: “Oggi la Dea bendata si è dimenticata di noi”, tutto giusto. Ma forse l’Inter avrebbe potuto fare un po’ di strada per incontrare la fortuna a metà strada. Come? Leggendo i numeri di Sanchez dal dischetto.
DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA - Prima di questa sera, il cileno, aveva sbagliato 7 rigori su 11 calciati. Con quello di stasera diventano 8 su 12 (all'Inter ne aveva calciato uno segnandolo contro il Brescia, con Joronen che però aveva rischiato di pararlo). Insomma, numeri drammatici che dimostrano come l’ex United non sappia mantenere la freddezza giusta dagli undici metri. È vero, Lukaku era in panchina e non poteva calciarlo e in campo c’era Lautaro che non è proprio uno specialista, ma lo score dell’argentino è comunque migliore rispetto a quello di Sanchez, con rigori segnati su 6. Lasciare il pallone al cileno è un errore imperdonabile per chi, come fa Conte, studia ogni dettaglio. Anche queste cose fanno la differenza.