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Nel Festival di Sanremo più calciofilo di sempre c'è un cantante che con il suo brano 'Goal!' ha portato addirittura un pallone sul palco dell'Ariston: "E pensa che l'idea era quella di far rotolare prima il pallone dalle scale, poi sarei entrato io. Ma ogni volta che lo provavamo finiva sempre tra i musicisti dell'orchestra e abbiamo lasciato stare". Avincola guarda indietro e racconta il suo Festival, tra ciò che è stato e che poteva essere: "Mi sarebbe piaciuto calciare il pallone alla fine dell'esibizione - racconta nella nostra intervista - ma non me l'hanno fatto fare perché avevamo paura prendessi una telecamera. Non si sono fidati del mio piede, ma meglio così: chi ce l'aveva poi i soldi per ripagargliela...". Il ragazzo è così, ama scherzare. Sorriso sempre stampato sul volto, anche quando è stato eliminato dalla categoria 'Nuove Proposte': "Me lo sono portato in hotel, ma ce l'ho anche adesso". Avincola sorride alla vita e racconta ancora entusiasta la sua intervista a Sanremo: "Senza retorica - precisa - io ho fatto tanta gavetta, ed essere arrivato su un palco dove è stato Vasco Rossi per me è una grandissima soddisfazione".

Lo sa che ormai è diventato un personaggio seguitissimo?
"Sì, me ne sono accorto con i tanti meme su di me che girano su internet. Ho visto che internet è esploso".

Qual è il meme che le piace di più?
"Su una pagina Facebook ne ho visto uno con l'arbitro Collina che lanciava il pallone in campo per vedere se rimbalzava durante quel famoso Perugia-Juve che ha dato lo scudetto alla Lazio. Ma al posto di Collina hanno messo la mia faccia".

Come si vede nei panni dell'arbitro?
"Bene, ognuno è arbitro della propria vita".

E da giocatore?
"Da piccolo giocavo molto per strada o nel cortile sotto casa, bastavano due zaini per fare la porta e via. Poi per un paio d'anni ho giocato nella squadra del mio quartiere. Sono di Roma, zona Garbatella: è il cuore del tifo romanista".



E lei per che squadra tifa?
"Per la Roma, per forza. Lì se non sei giallorosso hai la vita dua. Probabilmente non riesci neanche a entrare nel quartiere".

Non esistono laziali in quella zona?
"Qualcuno ce n'è,  forse l'1%. E li conosciamo tutti. Per un periodo hanno provato ad aprire un bar della Lazio, ma non ha resistito molto...".

Qual è il più bel ricordo che ha della Roma?
"Sicuramente lo scudetto, il terzo della storia. Fu una festa incredibile: ricordo i muri colorati, e il grande entusiasmo; sembrava ci conoscessimo tutti".

Musica o calcio?
"Fin da piccolo sono state due passioni che ho portato avanti di pari passo. L'anno dello scudetto (2001, ndr) è stato quello in cui ho iniziato a scrivere le prime canzoni. Avevo in testa solo la musica e il calcio, a scuola infatti andavo malissimo. Poi, con il tempo, la prima ha preso il sopravvento".

Come vede la Roma di oggi?
"Una squadra che lotta e cerca riscatto, che è un po' il tema che tratto nella mia canzone".


Qual è la prima cosa che ha pensato appena è salito sul palco dell'Ariston?
"A tutti i miei amici, me li sono immaginati lì all'Ariston vicino a me; anche loro mi hanno detto che hanno provato la stessa sensazione. E poi mi è venuto in mente Vasco, uno dei miei idoli".

Il suo direttore d'orchestra Edoardo Petretti aveva la maglia con il disegno di Carlo Mazzone (QUI la storia)
"Se fossi andato avanti nella competizione l'avrei dovuta indossare anch'io. Mi piaceva che ci fosse Mazzone su quella maglia, perché la sua corsa verso i tifosi avversari in quel famoso Brescia-Atalanta è lo stesso sentimento che cerco di comunicare con la mia canzone".

E Mazzone che le ha detto?
"Non l'ho ancora sentito, ci siamo sentiti con il nipote che ci ha ringraziato. Però sarebbe bello fare una versione di 'Goal!' con un featuring di Mazzone".

L'anno scorso faceva il rider, oggi è a Sanremo. 
"Io ho sempre accostato un lavoro 'vero' a quello del musicista, che purtroppo in Italia non viene considerato tale. L'anno scorso ho fatto il ryder e ho anche scritto una canzone si questo, per dare visibilità a chi fa un mestiere che spesso viene considerato un 'lavoretto' ma che invece è molto impegnativo. Io cercavo di farlo con leggerezza, quando ci incontravamo al semaforo ci salutavamo tra di noi e nei momenti liberi guardavo la città e scrivevo le canzoni".

Ha avuto paura a mollare tutto per la musica?
"In realtà no, perché è una sensazione alla quale sono abituato: conosco le difficoltà della vita, ho sempre dovuto combattere e mi sono fatto le spalle larghe. E poi... lo zainetto per ricominciare a lavorare ce l'ho sempre nell'armadio. Non si sa mai..:".



Dopo Sanremo da dove ripartirà?
"Qualche giorno fa è uscito il mio disco 'Turisti', poi ho già fissato due date per i miei concerti: una il 17 dicembre a Roma e l'altra il 18 a Milano. In passato mi avevano proposto di fare qualche talent, ma ho sempre rifiutato perché non mi ci vedo".

Che rapporto ha con gli altri aristi delle 'Giovani Proposte'?
"Splendido. Insieme a Wrongonyou abbiamo fatto una chat Whatsapp chiamata 'I tamponati' per sentirci sempre. In questi giorni è meno attiva perché siamo tutti concentrati sulla gara, ma nei giorni scorsi c'era di tutto: prese in giro, battute, risate, imitazioni... Wrongonyou per esempio è bravissimo a fare l'imitazione di Alessandro Borghese".

Chi vince Sanremo?
"Tra i giovani scelgo Folcast, tra i big uno tra Ermal Meta e Bugo".

@francGuerrieri