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"Non so cosa mi aspetta, ma sono carico". Zlatan Ibrahimovic non ha paura di niente e nessuno, neanche se deve salire sul palco dell'Ariston. Fischio d'inizio del Festival, occhi puntati su quel 'ragazzino' svedese al debutto a Sanremo. Vestito delle grandi occasioni, papillon e super spilla "Ibra" con una lettera dentro l'altra. Personalità. Sguardo sorridente e voglia di divertirsi. Avete mai visto Ibra in versione comico? Stasera si lascia andare e come fosse il primo tiro in porta di una partita esordisce: "Per me è un onore essere qui, ma anche per voi avermi a Sanremo". Tac, palla all’angolino e gol. Poi, è subito doppietta: "Mi sento piccolo, ma più grande di te" dice ad Amadeus guardandolo dall’alto verso il basso. This is Zlatan, tra il serio e il comico. E Amadeus se la ride. Zlatan farebbe a meno anche dell'orchestra: "Tutti via, ma le ragazze restano". Quasi, tutti. E quando Amadeus è pronto ad annunciare uno dei cantanti lo svedese lo interrompe: "Ama, stai dritto". E se lo dice Zlatan... 


Ibra però è anche uomo-squadra che pensa ai comagni: “Ce la fai per il secondo tempo?” chiede ad Amadeus che è alla prima di cinque serate: “Meglio che ti riposi”. Niente da fare però, perché nella squadra di Sanremo non esiste turnover e Ama rimarrà sul palco fino alla fine. 

SPUNTA CR7 - Quando si parla di centimetri però l'attaccante non si batte. Serve un piedistallo per arrivare alla sua altezza, Zlatan se la ride con qualcuno fuori inquadratura mentre Amadeus presenta Madame, poi il conduttore nomina Cristiano Ronaldo che è il fan numero uno della rapper e Ibra torna serio. Anzi, quasi arrabbiato per aver sentito il nome del portoghese: "Oh".

'LA TRATTATIVA' - A mezzanotte arriva il primo sorriso vero dell’attaccante, perché "Finché c'è Zlatan è tutto sotto controllo" dice. Leader. Conferma che mercoledì sera non ci sarà perché rientra a Milano. Ma tanto: "Sul palco sono stato il migliore". Sì, ma: "Di tutti i tempi". Zlatan guarda l'orologio, mancano ancora quattro cantanti, Ibra diventa l’uomo-mercato del Festival e propone: "Li diamo in prestito al Liverpool - insiste - o da Maria De Filippi". Asse caldo Rai-Mediaset, ma sarà una trattativa che non inizierà mai. E allora: "Vuoi fare te il lancio del prossimo cantante?". Sguardo perplesso di chi è abituato a stare in area di rigore, e infatti: "Tu fai il lancio, io gol".  Chiaro no?