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Primavera 2020, pieno lockdown. Mentre l'Italia intera guardava serie tv e infornava pizze, Matteo Romano era chiuso nella sua camera a cantare. Ore e ore. E quando finiva pubblicava i video su Tik Tok. Uno, due, tre... Giorno dopo giorno quella voce è diventata virale, e oggi a 19 anni è uno degli artisti in gara al Festival di Sanremo 2022 e vincitore della categoria Giovani: "Me ne sto accorgendo piano piano di quello che mi sta succedendo intorno, è un'atmosfera surreale - ha raccontato nella nostra intervista - Penso che riuscirò a metabolizzare il momento quanto solo quando sarà finito tutto".

Qual è la cosa che l'ha colpita di più?
"Sicuramente incontrare grandi artisti come Gianni Morandi e Iva Zanicchi, avere la possibilità di confrontarmi con loro è qualcosa di pazzesco se penso che fino a un anno fa cantavo in camera mia".

Le hanno dato qualche consiglio?
"Non particolarmente, ci siamo confrontati parlando del più e del meno. In generale, gli unici suggerimenti che mi sono stati dati sono di essere me stesso e rimanere semplice".

Cos’è cambiato da quando pubblicava video su Tik Tok?
"Sicuramente le prospettive di quello che voglio fare. Questo di Sanremo è un sogno che si realizza, una grande opportunità ottenuta grazie a Tik Tok che mi ha lanciato. A livello umano però non è cambiato nulla, sono maturato solo professionalmente".

Cosa pensava mentre cantava in camera sua?
"La mia camera è stata un po' come il palco dell'Ariston. Speravo di partire da lì per arrivare in alto, volevo farlo diventare il mio lavoro per raggiungere più persone possibili. E' iniziato tutto per caso durante il lockdown, non sapevo che facoltà prendere all'università e il mio unico obiettivo era fare musica".

Si ricorda il primo video? 
"No, ma quello che andò meglio mi sembra fosse la cover di Crudelia di Marracash, e andò molto bene. Poi ho pubblicato un pezzo del mio inedito che è diventato virale".

Ha dichiarato che ha preferito farsi conoscere sui social piuttosto che fare un reality. Come mai?
"Preferisco far parlare la musica che me stesso, sono un ragazzo timido e non credo che quello di un reality possa essere il contesto giusto per me; non credo che tirerebbe fuori il meglio del mio carattere".

Cosa le è passato per la testa quando ha saputo di andare a Sanremo?
"Quando mi hanno chiamato per partecipare alla selezione Giovani ero titubante, perché era quello che speravo ma non me l'aspettavo. Nel momento in cui ho vinto la categoria e quindi ho ottenuto l'accesso tra i big ho pensato a quando ero piccolino e sognavo proprio un traguardo come questo".

Al di là di come andrà il suo Festival, ogni tanto si chiuderà ancora a cantare in camera come faceva durante il lockdown?
"Sicuramente sì, per me pubblicare canzoni è un modo per tranquillizzarmi e gestire le mie emozioni. Una sorta di riappacificazione".

A cosa sarebbe disposto a rinunciare per vincere Sanremo?
"A cantare anche una quinta e sesta sera. Però non è importante il piazzamento, per me conta già essere qui".

Per quale squadra fa il tifo?
"Sono juventino grazie a mio padre e mio nonno. La famiglia è tutta bianconera, a casa mia c'è la tradizione di guardare la partita della Juve la domenica. Io in realtà non sono molto tifoso, ma da piccolo mi divertivo andare allo stadio con mio padre. Oggi però, se dovessi decidere tra il derby e un concerto preferirei il secondo".

Che tipo di tifoso era allo stadio?
"Rimanevo calmo, forse perché non ero molto preso dal contesto. Mio madre invece è l'opposto di me, allo stadio si scatena. Ma credo sia anche giusto così".