La storia di Vincenzo Sarno (foto virtusentella), trequartista di Secondigliano (vive a Casalnuovo, provincia di Napoli), classe 1988, la ricorderanno in molti: nel 1999, ad appena 11 anni, viene ingaggiato dal Torino per 120 milioni di lire. Somma considerevole che lo porta in Piemonte e che scatena numerose polemiche a causa della cifra considerata eccessiva per un bambino di quell'età. Sarno veste la maglia granata per appena tre mesi, e fa ritorno a casa quasi subito. Nel 2002 passa agli allievi della Roma dove resta per 3 anni, prima di svincolarsi e iniziare la sua carriera da professionista nella Sangiovannese, in Serie C1: da allora ha girovagato per mezza Italia. Dalla Toscana va in Abruzzo, al Giulianova, poi al Brescia (debutta in Serie B, 2 presenze), quindi Potenza, Pro Patria, Reggina, va in prestito al Lanciano prima di far ritorno in Calabria, dove a fine giugno va in scadenza di contratto, restando svincolato per tutta l'estate.

E' qui che entra in gioco la Virtus Entella, suo attuale club: i liguri decidono di puntare su Adrian Ricchiuti, trequartista con grande esperienza anche nella massima Serie con il Catania. A metà agosto però l'italo-argentino si fa male e i dirigenti del club di Chiavari scelgono di tesserare Vincenzino: un sospiro di sollievo per un giocatore come lui, dotato di tecnica sopraffina e consapevole di avere ancora tanto da dare al calcio italiano.

Vincenzo, dopo anni di Lega Pro e Serie B, credi che il tuo futuro possa riservarti ancora la possibilità di giocare in Serie A?
"Il sogno resta quello, da sempre...l'ambizione rimane: il massimo sarebbe quello di giocare un giorno nel Napoli. Intanto mi accontento di andare in Serie B con la Virtus Entella: voglio restare qui a lungo".

Sei stato tesserato dalla Virtus anche grazie all'infortunio di Ricchiuti. Quando rientrerà temi di perdere il posto in prima squadra?
"Adrian sta attraversando un periodo un pò così ma sono certo che quando rientrerà ci potrà dare una grossa mano. Non temo di perdere il posto perchè ritengo che potremmo giocare l'uno al fianco dell'altro: lui ha fatto anche la mezz'ala oppure mister Prina potrebbe schierare sia me che lui dietro la linea degli attaccanti, giocando con due trequartisti".

Prina è il miglior tecnico che ti ha allenato?
"Sono a Chiavari da tre mesi e mezzo e mi sto trovando alla grande, con lui ho un ottimo rapporto. L'allenatore però che maggiormente ha creduto in me è stato Carmine Gautieri. Prima al Potenza, poi al Lanciano, mi ha dato la possibilità di mettere in mostra tutto il mio repertorio e di crescere sotto tutti i punti di vista. L'ho sentito proprio poco prima che firmasse per il Varese".

Che contratto hai con la Virtus Entella?
"Ho firmato per una stagione più l'opzione per un'altra: già a gennaio credo che si possa trovare un accordo per sistemare il contratto di modo che possa restare qui anche il prossimo anno".

C'è stato qualcuno che ha creduto in te e poi scaricato?
"Non saprei: in Serie B ho fatto 30 partite, se non ho proseguito in quella categoria la colpa è stata anche mia: ho commesso qualche stupidaggine, non ero abbastanza maturo.
Con Atzori (alla Reggina) ho trovato poco spazio ma devo dire che poi il mister ha deciso di schierarmi in partite importanti quindi non ho nulla da rimproverargli.
Chi mi ha considerato meno di tutti è Breda (ai tempi della Reggina): non so se in quel caso fosse una sua scelta o dipendesse dalla società ma non sono mai stato preso in considerazione. Da una parte è stato anche un colpo di fortuna: a gennaio sono andato in prestito al Lanciano dove poi ho conquistato la promozione in Serie B".

Sei vicino a compiere 26 anni: qual è il tuo obiettivo personale?
"Di obiettivi ne ho tanti: il primo, più imminente, è quello di fare risultato domenica prossima, poi voglio tornare in Serie B con la Virtus Entella. Credo che la Serie cadetta sia il palcoscenico ideale dove potermi rilanciare e semmai avere in futuro la possibilità di giocarmi le mie carte anche in Serie A".