"È in arrivo Guardiola". Anzi no: "Sarri è in pole". E via così, da una parte Pep dall'altra Maurizio. Filtro bianconero: da quando Allegri ha annunciato l'addio, la panchina della Juventus è stata al centro del mondo. A lavoro e nei bar, in piazza e sui social (buoni quelli!): non si parlava d'altro. Alla fine l'annuncio ufficiale che ha messo d'accordo tutti: "Welcome Sarri". Forte e chiaro. Oltre ogni altra ipotesi o fraintendimento.

COSA C'E DIETRO UNA NOTIZIA - Già, ma a noi giornalisti chi ci pensa? Stress, tensione, appostamenti a ogni ora del giorno e della notte per scoprire qualcosa. Notizie da cercare e verificare fino allo sfinimento. Post, tweet, telefonate e whatsapp. H24 col cellulare tra le mani, le dita sulla tastiera vanno più veloce della luce per trovare conferme. In questo mese (da metà maggio circa) adrenalina a mille che neanche il giorno del matrimonio. Tra la speranza che la pista giusta sia quella che si sta seguendo e la paura di prendere un buco. Dubbi, incertezze, rischi. Anche quelli, sì. Giornalisti, sempre e comunque. Raccontando la (propria) verità in ogni situazione. In tanti sono saliti all'altare insieme a Maurizio Sarri, e qualcuno - come Alfredo Pedullà - nei giorni successivi all'annuncio ha scaricato tutto lo stress con uno sfogo liberatorio.

UN GOL DA TRE PUNTI - La notizia di Sarri alla Juve è stato un gol a porta vuota? Mica tanto. Anzi: noi in area pronti a calciare e uno del livello di Gigi Buffon tra i pali per respingere ogni indiscrezione. Fortunatamente la palla è finita in porta, diretta proprio verso l'incrocio. Tiro potente e secco, senza nessun effetto particolare.

PROFESSIONISTI - I riflettori si spengono su Guardiola, è iniziata la Sarri-mania. Tra chi lo vorrebbe vedere con una Champions tra le mani e chi - i napoletani - lo considera un traditore. Ma un allenatore ragiona da professionista. Così come il giornalista, che dopo aver registrato l'ufficialità è già a lavoro alla ricerca di nuove notizie e colpi di mercato. Sospetta, fiuta, indaga, verifica e alla fine zac, colpisce. Si ricomincia tutto da capo: stress e adrenalina, di nuovo. Alla fine sarà il tempo a giudicare. Quello sì, è sempre galantuomo. Non come alcuni utenti sui social pronti a scrivere di tutto sotto a ogni post. Benvenuti nel giornalismo 2.0, dove se dai una notizia che non piace al lettore lui si sente libero di insultarti. E poi ne arriva un altro e un altro ancora. E il giornalista? Si sfoga e scrive. Ma l'adrenalina non passerà mai.