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Come starà passando Maurizio Sarri il giorno del suo 62esimo compleanno? Vedrà il Napoli, la squadra con cui ha sognato di ribaltare gerarchie precostituite, contro l’Udinese? Questa sera si fermerà a osservare come Pirlo ha cambiato la Juve che lui, seppur criticato, ha portato allo scudetto? E’ la prima volta, da nove anni ad oggi, che trascorre il 10 gennaio da disoccupato. Che poi un contratto di lavoro, anche lautamente retribuito, ce l’ha ancora. Ma a Torino hanno deciso di cambiare, l’hanno lasciato a casa. Ed è lì che sta Maurizio, a Figline Valdarno. A fargli compagnia l’amato cane Ciro, un randagio trovato a Castel Volturno qualche anno fa e poi adottato. Basterà a contenere la nostalgia da panchina?

Gli ultimi sono stati anni a loro modo unici. Con la Juve è arrivato in alto, più in alto possibile: ha vinto uno scudetto, il nono di fila è vero, ma andava vinto. Lui ci è riuscito. Non è piaciuto, invece, come ha provato a rinnovare la squadra bianconera. Prima era arrivata l’Europa League con il Chelsea, una possibilità nata da Napoli. Quella squadra geometrica e armonica, quasi musicale nei suoi movimenti perfetti. Ha guidato un sogno, comandante di un popolo. E’ arrivato a un passo dal trionfo, ma quel viaggio lo ha definitivamente lanciato.
 
Ora è libero. Nelle ultime settimane Fali Ramadani, che ne cura gli interessi, ha aperto un dialogo con Fiorentina e Roma, ma i discorsi si sono arenati. La Juve continua a trattare una risoluzione anticipata del contratto, ma su questo Sarri è deciso: mi avete cacciato, io allora non faccio sconti. Ci ha sperato, il club bianconero, e tornerà alla carica. Ma Sarri vuole ottenere tutto quello che gli spetta: i 6 milioni netti del contratto e i 2,5 milioni della penale che la Juve dovrà pagare qualora decidesse, entro marzo, di non far valere il terzo anno di contratto. Sarri andrà fino in fondo, a questo punto è molto difficile un ripensamento. Poi, in estate, con le tasche più gonfie, potrà decidere dove andare. La Fiorentina, nella sua adorata Toscana, resta una meta possibile, se con Prandelli le cose non dovessero migliorare. Sarri ha un’unica richiesta da fare a chi busserà alla sua porta: 3 anni di contratto (come aveva chiesto ai viola), o comunque un progetto lungo, per provare a costruire insieme. Cosa che alla Juve non è riuscito a fare.