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Delle venti squadre iscritte al campionato di Serie A, poco meno di un terzo aveva un nuovo allenatore: Sarri alla Juve, Conte all’Inter, Fonseca alla Roma, Giampaolo al Milan, Di Francesco alla Sampdoria e Andreazzoli al Genoa. L’esatta metà di questo gruppo, precisamente tre su sei, è rimasto in piedi, gli altri sono già a casa.

Sarri e Conte viaggiano in testa alla classifica, mentre Fonseca sta guidando una squadra che finora ha sorpreso positivamente. Dei tre, chi ha inciso di più? A prima vista verrebbe da dire Conte: pochi si aspettavano che l’Inter fosse al comando a metà campionato. Un po’ meno Sarri, che ancora è alla ricerca di un punto di incontro fra il suo calcio e il calcio storico bianconero. Ma probabilmente il tecnico che ha cambiato davvero la testa (oltre che il gioco) della propria squadra è Fonseca.

Conte è stato fenomenale a dare subito un indirizzo nuovo all'Inter, ha cambiato la mentalità della squadra appoggiandosi però a un dirigente illuminato come Marotta, che l’ha sostenuto in tutto e per tutto nel mercato, nonostante il tecnico salentino si sia lamentato di un mancato acquisto (Dzeko). Non voleva più Icardi, Nainggolan e Perisic e tutt'e tre giocano altrove, voleva (e a ragione) Lukaku e Lukaku è arrivato, voleva rifare il centrocampo e il centrocampo è stato rifatto. Conte ha inciso moltissimo, però è stata l’intera struttura interista a cambiare.

Sarri sta faticando di più perché il mercato, nonostante l’ottimismo iniziale, non ha dato i risultati attesi. Sta mancando la qualità dei nuovi, De Ligt, Rabiot e Ramsey e, per fortuna sua e della Juve, sono rimasti i giocatori che dovevano partire. Quando gioca la Juve, si sente ancora lo stridere delle idee del tecnico che sfregano con quelle dei giocatori storici. Perso il primo trofeo della stagione, le prossime settimane aiuteranno a capire il futuro tecnico e tattico della Juve di Sarri.

Secondo noi Fonseca ha inciso più di tutti i nuovi (ma Conte è proprio lì) perché la Roma è cambiata sul mercato, con nuovi giocatori interessanti, ma anche con perdite pesanti (il capitano De Rossi e Manolas) e la squadra la scorsa stagione aveva deluso. Arriva da un calcio lontanissimo dal nostro non solo geograficamente e ha capito subito come funziona in Italia. Si è adeguato...adeguando la Roma alle sue idee. Smalling, Mancini, Diawara e Veretout, i nuovi titolari, sono diventati molto presto parte integrante del gioco del portoghese. Che ha avuto un merito straordinario nella consacrazione definitiva di Lorenzo Pellegrini, oggi miglior centrocampista italiano, quanto meno il più completo. Se Conte è stato agevolato dalla potente spinta societaria, Fonseca poteva essere danneggiato dalle difficoltà del club giallorosso, fra le assenze dell’ex proprietario Pallotta e lo scontro con la tifoseria. Invece ha creato una squadra che piace, gioca bene e convince.