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E anche stavolta Maurizio Sarri ha parlato. Anche stavolta, però, non sembra aver detto la verità, solo la verità, nient'altro che la verità. D'altronde mica era un processo a cui doveva testimoniare, la conferenza stampa prima di Juventus-Lione. In fondo, non è nemmeno ben chiaro se sia stato poco sincero o semplicemente ignaro. Il tutto è ovviamente riferito al pezzo forte dell'ultima recita del tecnico bianconero. Domanda: “Ha mai pensato che quella col Lione possa essere l'ultima partita con la Juve?”. Risposta: “No, penso che con questa domanda si stia dando dei dilettanti alla nostra dirigenza. Io penso di avere a che fare con dirigenti di altissimo livello che non fanno valutazioni da dilettanti sull’ultima partita o su un episodio. I nostri dirigenti avranno già fatto delle valutazioni: se la valutazione è il cambiamento lo faranno indipendentemente dal risultato di domani, se è il proseguimento di un’idea faranno una valutazione indipendentemente dal risultato di domani. Con la domanda si sta dicendo che sono tifosi e vanno solo sull’onda emotiva”. In fondo o almeno in parte è pure ciò che in più di un'occasione d'altronde aveva detto anche Fabio Paratici. Solo che non è ancora chiaro, forse nemmeno allo stesso Sarri, se il fatto di non lasciarsi influenzare dalla sola partita col Lione equivalga a una bocciatura o a una promozione in attesa della consegna della pagella. Solo che in verità non è proprio così. Perché dalla Champions dipende tutto il futuro della coppia Sarri-Juventus.
I RISULTATI – Ci sono partite e partite, risultati e risultati. Vero, la dirigenza bianconera ha già ripreso da qualche settimana per intensificarlo negli ultimi giorni il nuovo giro di consultazioni con eventuali eredi di Sarri. Vero, la vittoria dello scudetto salva il bilancio su tutta la stagione. E via discorrendo. Ma se pure la Juve avesse già deciso di confermare Sarri, non si può credere che un'eliminazione con il Lione possa passare in cavalleria con un “riproviamoci” senza colpo ferire, anzi una brutta eliminazione perché contro il Lione nemmeno ai rigori potrebbe essere bella: non lo si può credere proprio perché non sono dilettanti, anzi negli ultimi nove anni hanno dimostrato di essere i migliori. Ma se pure la Juve avesse già deciso di esonerare Sarri, non si può credere che un cammino entusiasmante, magari vincente, in Champions possa ugualmente rappresentare solo l'ultimo atto di una storia d'amore mai realmente sbocciata: non lo si può credere proprio perché non sono dilettanti, anzi negli ultimi nove anni hanno dimostrato di essere i migliori. Non è un disco rotto, sia chiaro, semplicemente l'analisi di una stagione infinita eppure ancora tremendamente lunga, per la Juve e per Sarri. Contro il Lione non sarà solo una partita, andando a Lisbona nessuna partita sarà solo una partita. E solo al termine Sarri saprà se verrà confermato o no: può piacere o non piacere, ma è così.