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"Potevo tornare alla Juventus nella scorsa estate". Lo ha rivelato pochi giorni fa il nuovo terzino del San Paolo, quel Dani Alves che ha spesso parlato in tono negativo dell'esperienza in bianconero con la gestione Allegri eppure ha pensato per davvero di tornare alla Juve. Sì, perché da svincolato l'ex PSG faceva gola a tante società che hanno valutato l'idea di prenderlo a costo zero; ma soprattutto, i suoi agenti lo hanno offerto in realtà ai bianconeri che hanno declinato la possibilità di riportare Alves a Torino come pedina di affiancamento a Danilo e De Sciglio.


NO DI SARRI - Non solo l'argomento della tensione rimasta nelle parole di Dani Alves verso la Juve a fare da ostacolo; il brasiliano ha un carattere molto particolare, spesso troppo esuberante e la dirigenza bianconera ha voluto evitare qualsiasi mina vagante nello spogliatoio in un'annata già piena di novità, panchina in primis. Proprio lo stesso Maurizio Sarri poi ha detto no all'ipotesi Alves perché anarchico tatticamente nella fase difensiva seppur giocatore di qualità mondiale specie in fase propositiva, ma ormai nella parte calante della propria carriera e poco propenso a imparare nuovi meccanismi difensivi con altri stimoli. Insomma, la Juve ha detto no ad Alves quasi senza pensarci...