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Fuochi d'artificio, penne che scorrono velocissime, immagini apparentemente distanti che si uniscono in poco meno di venti minuti. Alla BayArena, Maurizio Sarri è tuono e lampi, sorrisi e pacche sulle spalle, difesa e attacco. Inaugura la sagra dei titoli e non si concede ai classici schermi di una presunta crisi. Anzi, aumenta la posta in gioco con quattro immagini d'incredibile umanità: dalla rabbia agli scherzi con Pjanic, quindi la frecciatina ad Allegri e quel bonario gesto di 'toccarsi'. Perché vuoi o non vuoi, la scaramanzia gli è sempre troppo cara. 

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