È stato decisivo per la conquista dell'ultimo scudetto del Milan, nel 2010/11, quando ad allenarlo c'era Massimiliano Allegri. A sette anni di distanza, dopo aver fatto nuove esperienze in Bundesliga e in Liga, Kevin-Prince Boateng ha deciso di scommettere su se stesso e accettare una nuova sfida, ancora in Italia. Ad aspettarlo e offrirgli la possibilità di tornare in quel Paese dove ha trovato non solo la maturità calcistica, ma anche quella umana, c'era il Sassuolo, con cui si prepara ad affrontare proprio la Juventus di Massimiliano Allegri.

AMORE NATO A CENA - Per convincerlo a mettersi nuovamente in gioco, al club del patron Squinzi è bastata una cena in piena estate, nel centro di Milano. Da una parte del tavolo Prince e il suo agente, dall'altra Giovanni Carnevali e Giovanni Rossi, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del Sassuolo. Una chiacchierata schietta e diretta, in uno dei tanti ristoranti del mercato del capoluogo lombardo, durante la quale i due dirigenti hanno fatto capire al centrocampista quanto fosse forte la voglia di vederlo con la maglia neroverde addosso: "Gli abbiamo spiegato il progetto del Sassuolo e Boateng, che ha classe, serietà e umiltà, l'ha sposato con entusiasmo perché è convinto di poter contribuire alla nostra crescita".

FATTORE DE ZERBI - A contribuire al colpo Boateng è poi stato Roberto De Zerbi, nominato poche settimane prima allenatore del club, che Prince conosceva molto bene dai tempi al Las Palmas, quando il tecnico bresciano era stato a un passo dalla panchina: "Mi ha detto che dovevamo lavorare insieme e mi ha convinto", ha ammesso il Boa. Memore dall'esperienza alle Canarie, De Zerbi deciso di schierarlo come falso nueve, ricevendone in cambio due gol nelle prime tre giornate, che hanno proiettato il Sassuolo al secondo posto in classifica. Contro la Juventus del suo maestro Allegri sarà il primo esame di maturità, Boateng è deciso a non fermarsi: quella cena di mezza estate lo ha convinto.