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Se penso a un carro armato rovesciato, penso a una macchina d'assalto depotenziata, abbattuta, ribaltata, convertita cioè nel suo rovescio, nel suo contrario, ovvero all'impotenza e all'immobilità. Penso a qualche immagine di guerra, oppure all'istallazione di due artisti portoricani, Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, che nel 2011 esposero alla Biennale di Venezia una cosa del genere, davanti al Padiglione degli Stati Uniti d'America.

Sopra al cingolo destro (il carro armato rovesciato era a grandezza naturale), venne collocato un tapis roulant per consentire l'impensabile: la squadra di atletica leggera degli Stati Uniti, arruolata dagli artisti, vi svolse sopra un vero e proprio allenamento surreale, ovviamente a turno. "Tali gesti assurdi e paradossali ci implorano di riflettere sul rapporto tra arte, guerra, nazionalismo e competizioni atletiche", spiegò Lisa Freiman, la curatrice del Padiglione statunitense. Potete cercare l'opera facilmente sul web, si chiama "Track and field" ("Atletica leggera").

Bene, da questa domenica, dopo aver visto la partita Atalanta-Sassuolo, possiamo smentire quanto detto con un sorriso, e aggiungere un highlight al nostro repertorio di carri armati rovesciati: se il carro armato lo chiami all'argentina, "El Tanque", e vedi che si rovescia, sarà tutt'altro che una macchina impotente. Anzi, magari questo "Tanque" si rialza e va a esultare dai suoi figli, prima di segnarti un'altra volta su rigore, e chiudere in doppietta la partita. Altro che profezia di sconfitta, se vedi "El Tanque" in rovesciata!
Sconfitto, al massimo, uscirà un Sassuolo visibilmente accomodante, specie se facciamo caso alla dinamica che ha costretto l'arbitro a fischiarci un rigore contro. Molto brevemente, si tratta di un'ingenuità incommensurabile di Brighi. Scusami, Brighi, ma è chiaro che Moralez ti taglia la strada, se fa tanto di entrare in area.. Al 64' credo che si possa ambire ancora alla lucidità, poi, intendiamoci, sono cose che capitano. Soprattutto a chi è già salvo o quasi, verrebbe però da aggiungere con un filo di sarcasmo opportuno.

Ricapitolando, giusto per raccontarci una sconfitta, vi siete accorti che il Sassuolo ha perso per due gol che sono uno l'opposto dell'altro? Il primo è il più spettacolare della giornata, forse dell'intero anno, il secondo è il più comune, su rigore, causato dall'intemperanza incalcolabile di un singolo. Ecco, nella partita di domenica si sono visti i due estremi dell'incalcolabilità, dell'imprevedibilità del calcio: la giocata delle giocate (tacco di Cigarini, torre di Moralez, più rovesciata del "Tanque" Denis) e l'errore degli errori, che, non a caso, è anche il più banale degli errori (il fallo di Brighi).

Direi, dunque, che, a fronte di una prestazione normale, ordinaria del Sassuolo, salvo il bel contropiede che ha portato al gol Berardi e l'ottimo schema su calcio d'angolo, nel primo tempo, che ha messo in luce le proprietà di calcio di Cannavaro, l'Atalanta abbia saputo opporre quel non so che di eccedente che, molto spesso, di necessità virtù e per forza di classifica, si rivela performante e, di conseguenza, vincente.