Siamo arrivati a sei. Ieri sera al Meazza il Sassuolo ha raggiunto la sesta vittoria contro l'Inter da quando milita in Serie A. I nerazzurri rimangono invece a quattro, clamorosamente. Dopo i 7-0 dei primi due anni (2013, 2014), il club emiliano è riuscito a 'invertire i rapporti di forza' a partire dal 2015. Con un successo che potrebbe costare all'Inter la Champions, la squadra di Iachini ha allungato ora la striscia di vittorie consecutive nei confronti diretti: sono tre! (14/5/17: 1-2; 23/12/17: 1-0; 12/5/17: 1-2).

Maggio non porta bene ai nerazzurri, ma neanche Beppe Iachini. All'andata il tecnico ascolano aveva sorpreso per l'intuizione dell' albero di natale (4-3-2-1, con Berardi e Politano su Borja Valero), ieri ha mostrato invece tutti i limiti dell'Inter servendosi di un ormai collaudato 3-5-2 (baricentro basso e ripartenze fulminanti).

E' da partite come queste che si comprende meglio la scelta coraggiosa di tenere in panchina Babacar, l'acquisto di gennaio che avrebbe dovuto salvare il Sassuolo 'da solo'. Berardi e Politano 'galleggiavano' tra centrocampo e difesa avversaria, pronti a colpire con tagli repentini lo spazio alle spalle della linea guidata da Skriniar e Ranocchia. La velocità combinata, il tasso tecnico e la loro capacità di associarsi a quinti di centrocampo e/o mezzali in ripartenza hanno costretto l' Inter a spezzarsi spesso in due tronconi. La squadra di Spalletti voleva essere altissima (baricentro medio 59,85 m) ma veniva allungata costantemente dalle frecce del Sassuolo. Si confronti la lunghezza media dei nerazzurri (30,73 m) con quella degli ospiti (25,35 m), e si prenda a esempio il gol di Berardi, nato  da una seconda palla raccolta dall'attaccante calabrese a centrocampo in completa libertà.

Ora, potremmo parlare a lungo della crescita esponenziale di Rogerio (il ragazzo sta davvero impressionando), della conferma Adjapong, di Politano che ormai è incontenibile e in un momento magico, di uno strepitoso Consigli; vogliamo però dire qualcosa su Berardi. Finalmente è tornato a segnare contro una big, finalmente un gol da applausi. In stagione è il quarto (due su rigore, due su azione). Nel caso non timbrasse anche contro la Roma nell'ultima di campionato sarebbe il suo anno 'peggiore', stando ai numeri. Mai così pochi gol, mai così pochi assist. Persino nel 2016/2017, nonostante gli infortuni, aveva fatto meglio (5 gol, 10 assist). Eppure, ci piace sottolineare comunque il capolavoro di ieri sera. Finta di calciare col piede forte, Skriniar abbocca, tiro a giro di destro sotto l'incrocio: tutto molto bello. Aveva segnato quasi nello stesso modo anche al Torino, per la verità, il 21 gennaio al Mapei Stadium. Allora cercò poi il secondo palo da dentro l'area, una classica 'delpierata', mentre ieri ha sorpreso Handanovic calciando dal limite sul primo. Il destro migliora e si raffina giocando da seconda punta. Segnature di rinascita?