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  • Sassuolomania: il mercato giusto per De Zerbi

    Sassuolomania: il mercato giusto per De Zerbi

    • Luca Bedogni
    E' stato il mercato degli addii, del cambiamento. Tra gli altri, sono partiti tre giocatori simbolo del Sassuolo, Acerbi (Lazio), Missiroli (Spal) e Politano (Inter). Un top -con le dovute proporzioni- per reparto. E se il primo era il baluardo della difesa, il leone, una certezza, con Politano se n'è andato il principale terminale offensivo dell'ultimo anno. Quanto al Missile, col Missile è diverso. Missiroli non è soltanto un gran giocatore, un centrocampista completo ed esperto, Missiroli è di più, è l'uomo che ha segnato il gol-promozione, cinque anni fa, al Braglia di Modena. A lui va dunque un ringraziamento e un saluto particolare. Perché se Magnanelli è la bandiera, lui era l'asta. Insomma, Missiroli oggi, per noi, fa lo stesso effetto di Marchisio. 

    Il Sassuolo ha ceduto in prestito pedine importanti per la difesa come Goldaniga e Letschert, l'uno girato al Frosinone, l'altro all' Utrecht. Ancora al Frosinone è andata la mezzala Cassata, sempre con la formula del prestito. Al Verona è finito invece Ragusa, Falcinelli al Bologna. Il combattente Biondini svincolato. 

    A fronte di così tante cessioni, sono arrivati del resto molti volti nuovi, e almeno tre stelle (o meglio, una stella e due stelline) per reparto. Il colpo dell'estate neroverde è indubbiamente Kevin-Prince Boateng, e lo è a maggior ragione in quanto interpreterà il ruolo del falso nueve. Dopo Zaza e Defrel, finalmente il Sassuolo torna ad avere una vera e propria punta di diamante. 
    A centrocampo, fari puntati su Manuel Locatelli; l'azzurrino ex Milan è stato oggetto di trattative e investimenti molto impegnativi. Spetterà a lui farci dimenticare (si fa per dire, ché non sarà certo possibile in ogni caso) Missiroli. 
    Per la difesa dovremmo citare il ventiseienne Gianmarco Ferrari, prestato lo scorso anno alla Samp, e ora alla guida della linea neroverde. Ma è inevitabile guardare al brasiliano Marlon, ventiduenne, che arriva dal Barcellona passando per un anno di apprendistato in Ligue 1, al Nizza. Ce lo manda Balotelli, suo compagno negli aquilotti allenati negli ultimi due anni dallo svizzero Lucien Favre, adesso al Dortmund. Coi francesi ha fatto 23 presenze, Marlon, di cui 22 da titolare, per un totale di 1929 minuti. Un ottimo biglietto da visita, direi. 

    Ci siamo soffermati principalmente su Boateng, Locatelli e Marlon soprattutto per amor di simmetria (tre big in uscita, tre big in entrata). Sarebbe infatti un peccato trascurare tutti gli altri colpi e colpetti che ci hanno accompagnato e sorpreso lungo questo mese e mezzo circa. Da Federico Di Francesco a Brignola, da Djuricic a Boga, da Bourabia a Odgaard, per concludere con i giovani difensori Magnani e Sernicola. Talento e freschezza, tecnica e velocità. 

    Ma tutti questi nomi non sarebbero nulla senza il progetto di Roberto De Zerbi. Il tecnico bresciano ha già acceso l'entusiasmo della piazza con lampi di bel gioco nel precampionato, e questo dopo aver innescato con la sua personalità e le sue idee un mercato ambizioso e ricercato, minimo da 7 in pagella. Giunti a questo punto, però, quando insomma vedi partire il Missile per ragioni tecnico/tattiche, per scelte così nette, un timore legittimo ti viene: qui o si vola o si precipita. Siamo alle vertigini. Quelle del Jova?       
     
                  

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