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È arrivata la prima vittoria di Dionisi. Non la prima del Sassuolo eh, che siamo alla terza ormai; dico proprio la prima di Dionisi, che è una cosa leggermente diversa. Contro Verona e Salernitana si è era vinto un po’ di pancia (per non tirare in ballo parti del corpo meno nobili) e un po’ di mestiere, quasi per dovere. Invece col Venezia è stata proprio una mossa del tecnico a determinare il successo. E il gol di Berardi, va da sé. Con quell’azione il Sassuolo si è scrollato di dosso la prima brutta mezzora di gioco, dove era il Venezia che stava facendo meglio. Tant’è che era appena passato in vantaggio con il bel tiro a giro di Okereke. Dunque che ha fatto Dionisi di tanto importante?

Di fronte a una doppia variabile impazzita (lo svantaggio e l’infortunio di Djuricic) ha ridisegnato la squadra passando dal 4-2-3-1 a uno strano 4-3-3, col tridente asimmetrico Berardi-Scamacca-Raspadori. Ma soprattutto ha trovato in Traorè (subentrato al posto del fantasista serbo infortunato) l’uomo giusto per modificare l’assetto del centrocampo. Difatti non ha messo l’ivoriano in fascia, là dove inizialmente agiva Djuricic sulla scia del primo tempo di Genova (Boga è ancora out). L’ha schierato da mezzala sinistra. Contemporaneamente ha alzato sul centrodestra Frattesi, permettendo così a Lopez di abbassarsi a toccare e gestire più palloni.
Fino a quel momento infatti i due centrocampisti non erano ancora entrati in partita, schermati bene dalla fase difensiva interessante preparata ad hoc da Zanetti (un 4-4-2 che tendeva al 4-3-2-1, con la spola di Kiyine a sinistra, tra Frattesi e Toljan). Con l’ingresso di Traorè e il cambio di sistema del Sassuolo, il Venezia ha perso i riferimenti su cui si era evidentemente  preparato, e non ha saputo trovare contromisure efficaci da quel momento fino alla fine della partita, pur cambiando interpreti e spostando pedine. Segno che la mossa di Dionisi è stata letale e definitiva, almeno per questo match.

Non è un caso allora che proprio contro il Venezia abbia trovato il primo gol della stagione Frattesi, l’uomo simbolo del nuovo corso, la novità tattica promossa fin da subito dal tecnico toscano. È stata emblematica a mio avviso l’esultanza di Dionisi al gol del suo pupillo. Scatto da centometrista e abbraccio. Una scena che speriamo di rivedere mercoledì sera a Torino contro la Juve.