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Si terranno oggi, alle ore 14:45 presso il Duomo di Milano i funerali del patron Giorgio Squinzi. Il padre del Sassuolo è deceduto nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso all’ospedale San Raffaele, dove era ricoverato da un paio di settimane a causa del peggioramento del male che lo aveva colpito da tempo. La società, in segno di lutto, ha chiesto e ottenuto il rinvio di Brescia-Sassuolo, che sarebbe dovuta andare in scena venerdì. La partita è stata perciò spostata al 18 dicembre, un mercoledì.

La squadra, dopo il doveroso tributo all’ “uomo di valore”, al suo “presidente illuminato” (con queste parole è stato apostrofato Squinzi nel comunicato ufficiale del sito neroverde), dai banchi del Duomo riprenderà il cammino verso il prossimo impegno: guarda caso l’Inter (domenica 20 ottobre alle 12:30), l’avversario che maggiormente stuzzicava il Dottore in quanto tifoso milanista. Sono note le frecciatine (sempre leggere, mai irrispettose) che precedevano o seguivano una vittoria contro i nerazzurri. Ecco ad esempio quella del 16 maggio 2018, dopo un 2-1 ai danni di Spalletti: “Sono di buon umore per la salvezza, ma soprattutto per la vittoria di sabato. Purtroppo ora c’è un problema: ogni volta che battiamo l’Inter, metto un quadretto in ufficio con il risultato e la data. Siamo a quota sei e non c’è più posto…”.

Squinzi ha fatto in tempo ad aggiungerne un altro, la vittoria di De Zerbi alla prima di campionato della scorsa stagione (1-0). Ed ora su un totale di 12 precedenti contro i nerazzurri, sono 7 gli hurrà, 4 le sconfitte e un solo pareggio, ovvero l’ultimo scontro diretto giocato nel gennaio di quest’anno, al Meazza, con ancora Boateng in campo.

In questi giorni tristi, ieri precisamente, è arrivata inoltre una dedica particolare: l’Under 18 di Filippo Pensalfini ha battuto l’Inter 2-1 allo “Zanti” di San Michele. E il primo pensiero dell’allenatore è volato al patron: “Dedico questa vittoria a Giorgio Squinzi”. Un dono di commiato che indirettamente suggerisce l’impresa ai neroverdi. Sì, proprio contro la corazzata di Conte. In fondo in cielo posto ce n’è: ci stanno tutti i quadretti che vuoi.