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Attendendo la partenza per il ritiro di Vipiteno-Racines fissata al 9 luglio, per avvicinarci gradualmente ai meccanismi del gioco di Cristian Bucchi, nuovo tecnico del Sassuolo, ci si può affidare alle parole di Marco Brini. Chi è costui? Marco Brini ha collaborato con Bucchi nella seconda parte della scorsa stagione (al Perugia) in qualità di match analyst. La sua intervista è uscita ieri sul sito mondosportivo.it.

Dopo una prima parte generale dedicata al mestiere dell'analista ("Tendenzialmente operi in due direzioni: sulla tua squadra e sull'avversario da affrotare. Prendi in esame video, numeri, informazioni e cerchi di dar loro un significato.. Siamo arrivati a un calcio digitale.."), Brini ha iniziato a parlare di Bucchi, e del suo utilizzo di questi strumenti: "Cristian voleva tanta scrematura nei numeri. Cercavo di passare in rassegna quanti più dati possibili, poi gli giravo quelli che credevo fossero più significativi e più consoni all'obiettivo.. In fase di preparazione della gara, ad esempio, il mister voleva quante più informazioni possibili sull'andamento, sull'approccio e sulla gestione tipo della gara da parte della squadra avversaria." E fin qui, niente di particolare.

La specificità di Bucchi emerge invece quando l'analista ne descrive in tre aggettivi la forma mentis, il carattere: "Umile, eclettico, intelligente. Non ha schemi mentali fissi e ottusi, ascolta tutti, non è permaloso e fa tesoro di ogni critica. Riesce ad avere un ottimo rapporto con ogni giocatore pur rimanendo formalmente l'allenatore". Poi l'ossimoro definitivo sul suo calcio, "ragionevolmente pazzo." Vediamo in che senso: "La chiave tattica della sua ascesa credo sia da ritrovare nelle rotazioni dei suoi centrocampisti in fase di costruzione. Tanti movimenti, mai convenzionali. Chi trova uno spazio lo deve attaccare, non importa che sia il play, una mezzala o il trequartista. Il diktat è mai dare riferimenti. Questo lavoro, gioco forza, potrebbe avere delle ricadute sui difensori, lasciati spesso all'uno contro uno. In realtà problematiche solo teoriche, però, perché difficilmente abbassa la linea oltre la zona 1 mettendo così tanta distanza tra l'avversario e la porta. A Perugia, inoltre, contava anche su un pacchetto difensivo fortissimo per la categoria".

Tenuto conto del numero di gol incassati quest'anno dal Sassuolo, della assai probabile partenza di Acerbi, queste ultime parole più che entusiasmarci in realtà dovrebbero allarmarci. A meno che non arrivi Paletta o qualcun altro con esperienza e temperamento giusti. Per ora, ci risolleva una dichiarazione di Bucchi medesimo, lodevole nelle intenzioni: "Prendere meno reti sarà una priorità".