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Un’altra grande impresa del Sassuolo di Dionisi lo schianta-big. La storia dei precedenti contro l’Atalanta la conoscete, giusto? Non c’è bisogno che vi ricordi che fino alle 15:00 di oggi su 17 partite disputate in Serie A, 10 le aveva vinte la Dea e solo 2 i neroverdi, tra l’altro nella stagione 2013/14, la prima del Sassuolo in massima serie. Per la Dea si trattava della striscia di imbattibilità più lunga contro una singola avversaria nella competizione. Ormai era una sentenza, scontato per il Gasp darci una lezioncina. Invece stavolta la musica è cambiata. La doppietta di Traorè e una grande prestazione collettiva (tolto qualcuno…) hanno regalato l’ennesima soddisfazione dell’anno ai tifosi neroverdi. 

Ma avete visto Boga? Io a un certo punto l’ho pensato veramente, e siccome mi piace spararla sempre grossa coi colleghi lassù in tribuna stampa, ho detto: “Gli abbiamo rifilato quello scarso”. Chiaro che non è scarso Boga, è una battuta scema la mia. Però ci teniamo tutta la vita questo Traorè, o mi sbaglio? Fra l’altro io ho sempre preferito l’ex giocatorino dell’Empoli, ma questo vabbè, dovrei mettermi qui a cercare i vecchi Sassuolomania per documentarvelo e mi scoccia. Credetemi sulla parola.

D’altronde posso fare una cosa molto più interessante: un confronto fra i due, numeri alla mano, della partita di oggi. Al di là dei gol, il sesto e il settimo di Traorè a fronte degli zero in 20 presenze (tra Sassuolo e Atalanta) del numero 10 della Dea. Già, il numero 10…
Breve inquadramento tattico: Traorè sta giocando da esterno alto nel 4-2-3-1, ossia dove giocava Jeremie. Quest’ultimo invece è già un caso a Bergamo, non solo perché non segna mai, ma anche perché Gasperini sembra non sappia a modo dove collocarlo. Addirittura oggi l’ha provato trequartista, per spostarlo poi da lì nella ripresa. Per certe caratteristiche e per quel numero sulla schiena, forse il tecnico di Grugliasco sperava di ritrovare in lui il nuovo Papu. Il Papu nero. È un’idea intrigante, ma non è andata esattamente così. Anzi. Resto del parere che lo scatto mentale lo debba fare il ragazzo, e temo che non sarà così semplice. Boga è un giocatore forte ma complicato. Insomma Boga nel 3-4-1-2 o Boga nel 3-4-2-1 non è che stia funzionando. E anche quando Gasp è passato al 4-2-3-1 per lui, non è stato ripagato molto. 

Ecco finalmente i numeri dei duellanti Traorè e Boga. In Sassuolo-Atalanta il primo è stato in campo 72 minuti, il secondo 58. Considerate a monte questa cosa. Il neroblu ha giocato in tutto 36 palloni, il neroverde 56. Dato en passant: il possesso palla delle due squadre a referto dà cinquanta e cinquanta. Di questi palloni giocati, Boga ne ha passati giusti 15, Traorè 26. Percentuale di passaggi riusciti del 72% per il giocatore del Sassuolo, del 71 per il bergamasco. Traorè ha passato 16 palloni in avanti, Boga 10, ma Boga ha fatto 2 passaggi chiave. La differenza più macroscopica (ovviamente oltre a quella dei gol realizzati) si vede alla voce tiri: soltanto uno per l’atalantino, ben 5 per Traorè, il giocatore che ha tirato di più fra le due squadre. Di questi 5, quattro sono stati indirizzati nello specchio. Un’altra grande verità sta nelle palle recuperate: di nuovo 5 per Traorè, solo 2 per Boga. Ora una domanda: e per quel che riguarda ciò che contraddistingueva il gioco di Boga qualche anno fa, ovvero i dribbling? Gliene sono riusciti 3, tanti quanti sono riusciti a Traorè. Nemmeno a questa voce ha fatto meglio. Allora non esagero poi molto se dico che ci siamo tenuti quello forte.