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Missiroli a zona sulla respinta corta, Longhi libero sulla palla lunga, Gazzola fin dentro la porta, Cannavaro, Acerbi e Magnanelli all'altezza del dischetto, Taider davanti a Consigli. Sette uomini in area più il portiere, contro cinque saltatori del Palermo. Perché solo cinque? Perché nel frattempo, non inquadrati, i nostri tre attaccanti picchettano virtualmente la difesa rosanero, stazionando a centrocampo. Rigoni attacca il primo palo, Dybala calcia. Preso in controtempo, Magnanelli perde Rigoni che, letta la traiettoria a uscire, arretra di due metri e stacca libero. Magnanelli rotola a terra, la palla va a insaccarsi a fil di palo. Appunto, il fil di palo. Quella di lasciare il palo sguarnito, è una scelta ideologica; condivisibile o meno, è una scelta ideologica. A bocce ferme, potremmo fare come Marocchi, commentatore Sky, e scandalizzarci esageratamente, cerchiando il palo con la biro rossa. Facciamolo. Vale la pena di lasciare scoperta una posizione così delicata, per poi tenere il terzino opposto all'angolo (Longhi, in questo caso) tutto soletto e sfaccendato, o con la sola consegna di andare a caccia di un pallone lungo? Perché non impiegarlo dove il pericolo è notoriamente maggiore, se puoi godere lo stesso della superiorità numerica? Temi il fuorigioco? D'accordo, ogni rimedio ha le sue controindicazioni, ma qual è, percentualmente, il rischio che si corre a difendersi in un modo e quello che si corre nell'altro? Non sottovalutiamo mai il calcio fatto con i se.
 
Minuti di recupero, secondo tempo, Cannavaro è uscito a chiudere lateralmente, sta rientrando dalla destra. La difesa a quattro adesso è dentro l'area, in "linea" provvisoria trovi Gazzola, Magnanelli che ha scalato in copertura, Acerbi e Longhi. Tra Gazzola e Magnanelli, troppo libero, Belotti appena entrato si orienta per un taglio. Con un braccio indica il corridoio a Vazquez che, in un attimo, dopo aver controllato il pallone, rifinisce. L'assist ha i giri giusti, Belotti si butta alle spalle di Gazzola, arriva sullo spigolo dell'area piccola e incrocia di sinistro, rete; il Palermo ci sorpassa e sale a 21 punti. Nessuna bandierina alzata, perché Acerbi e Longhi tenevano in gioco il "gallo". Magnanelli, d'altro canto, trovatosi in un ruolo non suo, ha ritardato ad accorciare, commettendo un secondo lieve errore, ahimè stavolta decisivo.
Nuovamente sorpresi a inizio e fine gara (vedi rispettivamente le partite col Verona e con la Roma), non ci resta che domandare, in ritardo, un bel microscopio a Santa Lucia (patrona siracusana, ma venerata molto anche a Palermo), in modo da analizzare con calma tutte le pagliuzze possibili (chi più ne ha più ne metta), tralasciando a bella posta quanto di buono, di vero e macroscopico continuiamo ad ammirare.