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ZURIGO - L'allora membro esecutivo della Fifa per il Qatar, Mohamed Bin Hammam, ha versato tangenti per svariati milioni di dollari per ottenere il sostegno internazionale alla candidatura dell'emirato per il Mondiale di calcio del 2022. Lo scrive oggi con ampio rilievo il Sunday Times, entrato in possesso di migliaia di e-mail e di altri documenti presentati come la prova del pagamento delle tangenti.

BIN AMMAN NEL MIRINO - In particolare Bin Hammam avrebbe versato 'mazzette' fino a 200mila dollari su conti controllati ai presidenti delle associazioni africane, oltre ad una super tangente di 1,6 milioni di dollari all'ex presidente della Concacaf (Associazione calcistica della confederazione del Nord, Centro America e Caraibi), Jack Warner, ex vice presidente della Fifa dimessosi nel 2011.  (www.tio.ch)

I FIFA FILES - Accuse precise, circostanziate, pesantissime, che coinvolgono la Fifa a due settimane dal fischio d'inizio del Mondiale in Brasile. Il Sunday Times, entrato in possesso di migliaia di e-mail e di altri documenti presentati come la prova del pagamento delle tangenti, ha pubblicato i "Fifa files", ovvero retroscena degli intrighi e manovre in seno alla federazione internazionale messi in atto da Mohamed bin Hammam per ottenere al Qatar la Coppa del Mondo 2022. Ricordiamo che Bin Hammam è stato il presidente della Asian Football Confederation dal 1 agosto 2002 al 22 luglio 2011, quando fu squalificato a vita dalla Fifa per corruzione. (Gazzetta.it).

SI RIPETERA' LA VOTAZIONE? - Jim Boyce, vice presidente della Fifa, dichiara alla BBC che sarebbe favorevole a una nuova votazione per la riassegnazione dei Mondiali del 2022 nel caso in cui queste accuse di corruzione fossero provate.