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Sconcerti, sulla Juve mi sembra si possano dire un paio di cose. Uno: nessuno giocava contro Allegri e due: l’altra sera con l’Inter si è divertita a giocare a pallone. Sei d’accordo?
«Sì, certo, la Juve ha ritrovato il piacere di giocare a pallone. E nessuno giocava contro Allegri, non ci sono giocatori che giocano contro l’allenatore, e quando lo fanno succede in maniera evidente, quasi violenta».

Cosa è cambiato rispetto a prima?
«Prima la Juve era diventata, e lo era da un paio d’anni, una squadra pigra, annoiata da se stessa, non aveva più nessuno spirito. Credo che se e siano accorti da soli i giocatori. Questo tipo di situazione non giovava a nessuno. Se la società va a toccare argomenti solidi, una reazione ce l’hai: credo sia successo questo».

E da un punto di vista tecnico?
«I giovani, a partire da Fagioli e ora anche con Kean, che mi dicono sia dimagrito di sei chili, hanno restituito voglia e senso alla squadra».

Chi ha avuto il compito più complicato nel rimettere la propria squadra in carreggiata: Allegri o Inzaghi?
«Allegri di sicuro, perché la Juve era una squadra più logorata, con tanti infortuni. In fondo l’Inter di Inzaghi è rimasta la stessa. Ma ci sono due aspetti contraddittori che vanno sottolineati».

A cosa ti riferisci?
«Allora: l’Inter finora ha subito 22 gol e con questa media arriverebbe a fine campionato a 56-57 gol subiti. E questo significa che non può vincere lo scudetto. E’ un problema serio, ed è un problema di assetto. Questo Inzaghi non l’ha risolto. L’altro dato è che la Juve in 7 partite in trasferta ha fatto 4 gol. E’ un record negativo in campionato: solo Verona e Sampdoria hanno segnato così poco fuori casa. Ma questo problema è più facilmente risolvibile».
Il Milan nell’ultimo mese ha vinto tre partite negli ultimi dieci minuti: contro Fiorentina, Spezia e Verona. Lo leggi come un limite di una squadra che arriva a fine corsa e trova il colpo di coda non sempre meritando o un merito?
«C’è sempre una parte importante di merito, quando si vincono così le partite. Anche se con la Fiorentina, questo è vero, la partita è stata molto particolare. Comunque il Milan ha 33 punti, l’anno scorso ne aveva 35. Il suo lo sta facendo. E’ il Napoli che sta facendo un campionato a parte, da solo, viaggiando a medie impensabili».

Quale è il valore del Napoli?
«Il Napoli gioca un calcio sincronico e molto verticale, creando corridoi continui dentro il campo: se riguardi i gol del Napoli molti gol sono nati così. Ed è sinceramente molto bello a vedersi, questo Napoli. Il fatto da considerare è che il Napoli è composto da giocatori di grande qualità e adatti alla squadra. Parliamo tutti, giustamente, di Osimhen e di Kvaratskhelia, ma Anguissa e Zielinski sono straordinari, il primo è un muro mentre l’altro gioca da 10 puro. Elmas poi è una riserva che entra e sembra Insigne. Credo in sostanza che si sottovaluti la qualità diffusa che c’è nel gruppo di Spalletti».

Spiega.
«Credo che questa squadra vada oltre la bravura di Spalletti. Cioè: Spalletti è sempre stato bravo, questo non si discute, per lui parla la sua storia. Non ha mai sbagliato un campionato. Ha sfiorato uno scudetto con la Roma, è arrivato quarto con un’Inter che valeva il sesto posto. Spalletti è Spalletti: un valore. Ma adesso si trova con un cumulo di esperienza magnifica, più tanti giocatori che si completano e che stanno facendo del Napoli una grande squadra».

Come si può commentare lo scandalo D’Onofrio. Il procuratore capo degli arbitri arrestato per narcotraffico.
«Guarda, direi che è innanzitutto una storia triste. Con molte cose che sembrano inverosimili. E’ stato promosso mentre era agli arresti domiciliari, all’AIA dicono che non ne sapevano nulla, gli credo ma mi chiedo come sia stato possibile».



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