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Sconcerti, in tre scontri diretti (Inter, Roma e Napoli), il Milan ha raccolto 7 punti. L'anno scorso furono 5 in tutti gli scontri diretti del campionato.
«Il Milan è una gran bella squadra, il primo posto è meritato. Sono aumentati i particolari, sono cresciuti i giocatori, sono maturate delle situazioni. Ti faccio un esempio: Bennacer e Kessie hanno sempre fatto una buona linea, ma ora è integrata da Çalhanoğlu, un giocatore che - ne dico una - alla Juve servirebbe tantissimo. A Napoli Kessie ha giocato nella zona di Bakayoko e Bennacer in quella di Fabian Ruiz, ma da una parte c'era Politano che faceva la terza mezzala; dall'altra parte c'era Calhanoglu. Ora il Milan ha un centrocampo internazionale, molto interessante. Rebic pesa sempre di più, con un Hernandez straripante; insomma, il Milan è una gran bella squadra».

E’ ancora un campionato apertissimo, sei d'accordo?
«Certo, anche se qualche distinguo bisogna farlo. Prendi le prime cinque. Hanno una sconfitta su 40 partite. Sul campo - la Roma ha perso a tavolino - solo l’Inter ha perso, nel derby. E’ vero che è una tendenza già da qualche anno, ma non così significativa. Voglio dirti che - oggi - vedo escluse da un progetto scudetto le squadre che hanno perso già due volte, come Lazio e Atalanta e - sul campo - Napoli. Perché se perdi due volte in 8 giornate in proiezione hai 9-10 sconfitte e con questi numeri il titolo non lo vinci. Mediamente - a parte le eccezioni - un campionato lo vinci perdendo non più di 4-5 volte: questo è un primo dato reale».

A me impressiona la facilità di calcio della Roma.
«La Roma gioca benissimo, probabilmente il calcio più bello d’Italia. Ha tanti giocatori di qualità. In mezzo ha un centrocampista come Pellegrini, sulla fascia uno come Spinazzola e tre attaccanti come Pedro, Dzeko e Mkhitaryan che stanno tutti vicini e si spostano insieme e formano questa nuvola poco contenibile da parte degli avversari. Quelle della Roma sono azioni come nel rugby, davanti al cross finale ci sono due-tre giocatori che vanno a prendere il pallone. E’ una squadra - come il Milan - che sta crescendo. Karsdorp è un gran terzino, peccato si infortuni spesso. Villar può essere considerato un titolare, Borja Mayoral sta crescendo».

Il Sassuolo ha vinto giocando maluccio: è un gran segnale di forza.
«Sì, una grande squadra fa questo. Il Sassuolo da tre partite non prende gol, è un dato da tenere in grande considerazione».
Conte chiede furore.
«Vuole una squadra che giochi svelta, ma l'Inter è lenta. E messa male in campo. Ha tre centrocampisti messi in verticale, Vidal basso, Barella alto e Gagliardini in mezzo. Ma dove li dai i tempi alla squadra con un centrocampo così, con due giocatori distanti quaranta metri? Conte vince solo quando la mette in rissa, come è successo col Toro, nel senso di partita da ribaltare con la forza degli attaccanti, e Conte, con Lukaku e Lautaro, ne ha due di straordinari».

Se l'Inter esce dalla Champions che succede?
«Niente. Sarebbe l'esonero più costoso di sempre. Paradossalmente credo che se esce come ultima del girone allora un vantaggio c’è. Si è tolta l’impiccio dell'Europa League e può concentrarsi sul campionato».

Intanto la Juventus sta crescendo.
«Sì, sta uscendo fuori. e ha una bestia, lo dico con affetto, come Cristiano Ronaldo. Riguardati il primo gol col Cagliari, non c'entra nulla con il gioco di squadra. Se l'è inventato lui dal nulla. Lui, Ibrahimovic, Lukaku, vincono le partite quasi da soli, a dimostrazione del livello del nostro campionato».