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Lotta a due per lo scudetto, il rientro di Cristiano Ronaldo in Champions, il fattore Lukaku. E poi: la crisi del Napoli, la qualità della Lazio, la Roma che diverte. E il caso Chiesa con riflessi sul mercato. Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, Juventus o Inter?
«Per ora entrambe, viaggiano incollate, stanno facendo un altro campionato, che c’entra poco con il resto della Serie A. Infatti alle avversarie hanno lasciato le briciole».

Sarri dice che gli davano addosso quando era un talebano e pensava a giocar bene e gli danno addosso oggi che si adatta alle caratteristiche dei giocatori. La vedi la sua mano sulla Juve?
«Io sì, la vedo, scorgo la traccia di Sarri. E’ stato un errore nostro pensare che il Sarri di Empoli o di Napoli ricalcasse se stesso anche alla Juve. Ma la sua mano la vedo quando la squadra si distende, quando i giocatori cercano con insistenza l’uno-due al limite dell’area».

C’è la Champions contro l’Atletico Madrid. Che Ronaldo ti aspetti?
«Sono davvero curioso di vederlo. E’ lecito aspettarsi qualcosa di più da lui, no? Finora ha segnato solo tre gol su azione».

Che Inter hai visto a Torino?
«Una delle migliori Inter della stagione. Ha giocatori in grado di risolvere le partite in ogni momento. Conte sta facendo un gran lavoro, è una squadra tutta sua. E Lautaro e Lukaku lì davanti sono una coppia eccellente. Guarda Lukaku, fa spesso gol negli ultimi venti minuti, quando il suo avversario diretto non ce la fa più».

Chiesa e la Fiorentina hanno rotto definitivamente. Che succede ora?
«Guarda che in verità non c’è mai stato feeling tra Chiesa e la Fiorentina. E’ stato sbagliato tenerlo fin da questa estate, quando voleva andarsene. Se hai un ingaggio di poco più di un milione e te ne offrono sette, non ci sono discussioni. L’errore di Commisso - cioè tenerlo - è stato fatale, nel senso che non poteva fare altro. Non poteva arrivare a Firenze e cedere Chiesa».

A Verona non se l’è sentita di giocare.
«Non mi stupisco, ha certamente un problema fisico e un inizio di pubalgia, ma la verità è che a Firenze la situazione non è più sostenibile».

Non pensi sia sopravvalutato?
«No, credo che - per farti un esempio - al Bayern farebbe grandi cose. E’ un esterno che «strappa» le partite, non puoi certo chiedergli anche di segnare. Oggi i 10-12 gol all’anno non ce li ha».

Dove può finire: Juventus o Inter?
«A Firenze non avrebbero dubbi, un’intera città preferirebbe darlo all’Inter e mai alla Juventus; sinceramente non so come andrà a finire. Certo l’Inter forse con la Fiorentina ha un rapporto privilegiato».

Le due romane hanno trovato una loro identità.
«Più la Lazio della Roma».

Cioè?
«La Lazio ha ormai un’identità forte, viene da un percorso di anni e oggi si trova con le spalle al muro, deve vincere, non può fare altro. Del resto quando tieni Milinkovic Savic e ti esplode Correa, quando hai giocatori del calibro di Luis Alberto e Immobile, non ti puoi più nascondere. La Lazio è destinata a fare bene».

E la Roma?
«E’ una bella squadra, allenata molto bene da Fonseca, con un centrocampo con i fiocchi, da Cristante o Mancini a Veretout, da Pellegrini a Zaniolo, tanta roba. E’ una squadra che ancora va a ondate, ma quando è in palla è capace di grandi cose. La Lazio in questo momento è più forte, ma la Roma al 3°-4° posto ci può arrivare di sicuro».

Il Napoli sembra lontano da tutto. In più c’è questa frattura tra Aurelio De Laurentiis e la squadra con le multe in arrivo.
«Sono curioso di vedere come andrà a finire questa storia, perché ci dirà molto anche dei rapporti futuri tra il lavoratore-calciatore e il suo datore di lavoro. Da un punto di vista tecnico, invece, abbiamo un Napoli demotivato, una squadra scollegata da tutto, mi verrebbe da dire una squadra smagnetizzata».