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Sconcerti, che mercato si sta profilando?
«Si presumeva un mercato di scambi, ma abbiamo sottovalutato una cosa. E cioè che le società preferiscono vendere, perché hanno bisogno di soldi. L’Inter ha una valanga di giocatori importanti - da Nainggolan a Eriksen, fino a Vecino - e sarà costretta a darli in prestito. E’ un mercato che - al di là della svalutazione del 30-35% - ci conferma che è difficile vendere i giocatori. Se guardi bene la maggioranza delle squadre di seconda fascia, dal 10° posto in giù sono praticamente immobili».

Di recente hai parlato di Juventus che ha perso la trascendenza. 
«In questo momento mi sembra che la Juve non abbia fatto niente per non subire ancora una volta i 40 gol dell’anno scorso, che è la vera cosa che la tiene in bilico. Non ha risolto la supposta convivenza tra Dybala e Ronaldo e ha questi due giovani, come Kulusevski e Mc Kennie, bravi ma da valutare ad alti livelli. E’ una squadra che va vista, aspettiamola». 

E poi c’è Pirlo.
«Andrà valutato anche lui. Non sappiamo niente del Pirlo allenatore. I paragoni che si fanno con Zidane e Guardiola sono azzardati. Zidane ha un carisma naturale che Pirlo non ha e Guardiola non c’entra nulla con Pirlo. Pep all’inizio aveva un’ossessione che in Pirlo non vedo».

Dopo l’amichevole col Novara ha detto che gli manca un centravanti.
«Gli serve, è vero. Ma questo deve essere l’anno di Dybala, ora o mai. Deve essere un uomo squadra, un po’ come Zidane, che però giocava più indietro. Non c’è più tempo».
Ti piace il Milan?
«Sì, mi piace, siccome parte per fare bene, bisogna vedere se le regge, queste nuove responsabilità. Non può fare tutto Ibrahimovic. E’ una squadra completa, che sa giocare a calcio. Ibra, Rebic, Leao costituiscono un bel reparto d’attacco. Leao, se comincia a segnare con continuità, può diventare determinante».

Chiesa serve al Milan?
«Anche no, mi sembra che già così il Milan sia equilibrato. Credo sia la Fiorentina a cercare di dare Chiesa, non il Milan a chiederlo. Pioli vuole Milenkovic per la difesa».

Tra una settimana parte la Serie A. Cosa ti aspetti al pronti-via?
«Poco, sinceramente. Non vedo una crescita complessiva, il mercato qualcosa cambierà, ma non poi così tanto. Piuttosto ci sono delle incognite come Atalanta e Lazio. L'Atalanta da tre anni ha fatto scuola, ma non so se ne ha ancora - di forza, intendo - per cercare di vincere. Stesso discorso per la Lazio, ha il cannoniere Immobile e il miglior centrocampo d’Italia e poi arriva quarta. E allora? La verità è che l’anno scorso non c’è stata una squadra che ha meritato di vincere, temo sia il rischio che si correrà anche quest’anno».