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Lo sfogo di Conte, lo scudetto della Juve, il bilancio della stagione e un occhio alle coppe, tra Europa League e Champions League. Di questo e di altro abbiamo discusso con Mario Sconcerti.

Sconcerti, proviamo a riavvolgere il film Conte-Inter?
"Conte ha cominciato criticando i giocatori per criticare la società. Poi ha criticato la società, ora ha attaccato il proprietario, ma questo lo porta davvero troppo lontano. Quando tu attacchi chi ti paga vai in rotta di collisione, è inevitabile".

Che succederà ora?
"Non lo so. La vera forza di Conte è che liquidarlo - e potrebbero farlo - costa parecchio. Certo, si può finire in Tribunale, ma ballano tanti soldi. Trenta milioni per mandare via un allenatore per prenderne un altro e mantenere a libro paga Spalletti mi sembrano tanti, anche se continuiamo a considerare il calcio una dolce favola. Certo, quello che sta accadendo giustificherebbe una conclusione di questo tipo. Conte ha forzato una situazione, quando dice 'siamo arrivati secondi noi e non la società' e quando dice 'Zhang è sempre in Cina non siamo stati protetti', allora si mette nella condizione di non tornare indietro".

Come giudichi il suo primo anno sulla panchina nerazzurra?
"Lo giudico buono, certo all’interno di un campionato dove non c’era nessuno. Ha perso tre partite in meno della Juve (4 volte i nerazzurri, 7 i bianconeri). Ho visto un modello di squadra finalmente apparecchiato. Lui si sta ispirando molto a Gasperini perché questa è un’Inter che va di pressing, ma muove molti giocatori e ne porta parecchi in area".

Qual è la squadra che ha i più ampi margini di miglioramento?
"Una bella squadra inespressa mi è sembrata la Roma, a tratti il Napoli di Gattuso lascia intravedere di poter migliorare. Ma devo dire che l’Inter è quasi completa. Anche il Milan è tornato competitivo, anche se finora ha giocato sul velluto".

Ibrahimovic si deve tenere o no?
"Il Milan deve tenere Ibra e allo stesso tempo preparare il futuro: non è semplice".
Qual è l’allenatore che ti ha più colpito?
"Gasperini si conosce, quindi dico De Zerbi. Mi viene in mente Zeman, palla indietro e palla avanti, il triangolo continuo del Sassuolo è questo. Fa un gioco molto verticale e ha una squadra di grande qualità".

Il giocatore che più ti ha impressionato?
"In proporzione è stato Locatelli, di sicuro il giocatore più interessante di questo campionato".

E quello che ti ha deluso?
"Una settimana fa ti dicevo di come Chiesa avesse giocato una stagione al di sotto delle aspettative, diciamo che nelle ultime partite si è un po’ ripreso. Credo in realtà che la delusione è più grande sia stata Bernardeschi".

Da chi ti aspetti molto?
"A me piace molto Eriksen, ma sono uno dei pochi. Nel gioco attuale dell’Inter sarebbe perfetto, ma Conte vuole una mezzala pura con attitudini offensive, quindi per lui c’è poco spazio. Peccato, lo ritengo un gran giocatore".

La Juve passa col Lione in Champions?
"Il problema non è questo. Guarda che stai sbagliando prospettiva. Come fai a non passare col Lione? Non giocano da sei mesi e sono - chiaramente - più deboli della Juventus. Ci mancherebbe solo che la Juve uscisse con il Lione. Io credo che il vero problema non sia quello. Il problema è che ai quarti troverà con buone probabilità il City di Guardiola (impegnato nel ritorno contro il Real Madrid dopo la vittoria per 2-1 al Bernabeu, ndr). Col City rischia di uscire, altro che".

Si parla poco del Napoli. E una sfida aperta quella col Barcellona?
"Certo che lo è. Oggi il Napoli è una squadra difficile da battere quando è partita, giocherà col 4-5-1, a Napoli il Barcellona ha tirato pochissimo in porta, chiaro che anche il Napoli deve fare di più. Ti dico un’altra cosa: se il Napoli vincesse la Champions e la Roma l’Europa League, la Lazio non va in Champions. Se ne parla poco, quasi niente".