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E' partita la giostra delle panchine, da Gasperini a Conte, fino ad Allegri. Nessuno ha certezze, nemmeno chi pensa di averle. E intanto l'Atalanta va più forte di tutti, il Milan si risveglia e il Napoli deve fare i conti con la realtà. Di questo e di altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, perché tutti cercano Conte e non Gasperini?
"Non è vero del tutto, anche Gasperini ha tanti pretendenti. Ma Conte è più giovane e ha vinto molto alla Juventus, Gasperini ha 61 anni".

Si è vecchi nel calcio a 61 anni?
"Si è diversi".

Vedi l'Atalanta favorita per il quarto posto Champions?
"Lo merita, certo. Ma è strano, perché l’Atalanta non viene presa in seria considerazione. Diciamo che è una squadra giovane, e non è vero, che è una squadra che sfrutta il suo vivaio, e non è vero. Di fatto non sappiamo come giochi Gasperini. Lui non ha mai detto niente, ma a nessuno purtroppo interessava".

E’ più bravo questo Gasperini o quello che nel 2011 andò dal Genoa all’Inter?
"No, secondo me non è migliore questo. A Bergamo sta facendo un capolavoro ma ha una squadra di qualità. Gasperini sono quindici anni che replica un metodo e lo fa sempre ottenendo risultati. Mentre Conte è un emotivo, un trascinatore; Gasperini è un logico".

Dove vedresti bene Gasperini e dove Conte?
"Vedrei bene Gasperini alla Roma, ma credo che sarebbe giusto per il calcio che restasse a Bergamo a giocarsi l’eventuale Champions, e ripeto: la merita. sarebbe una vittoria di tutto il calcio. E poi ti dico una mia opinione: non escludo che Gasperini torni all’Inter".

Sarebbe un ritorno clamoroso.
"Ripeto: è una mia opinione. Anche se al momento credo che Conte sia favorito nel caso di un addio di Allegri e qualcosa si intuisce anche dalle sue parole alla Gazzetta. Ma io sono convinto che Conte sia l’ideale per una squadra come l’Inter. serve la sua personalità, il suo furore".

Allegri e Agnelli presto si incontreranno per confermare la volontà di proseguire insieme.
"Si deve partire da un dato: entrambi dicono che si andrà avanti insieme e io devo credere che sia così. Ma mi fanno pensare i tempi lunghi, c’è come se si volesse far decantare la questione, per capire che occasione avrà l’uno e l’altro. Non c’è dubbio che possono rimanere insieme, questo è chiaro. Ma credo sappiano entrambi che un’epoca di risultati si è conclusa. Il che non vuol dire che è finita. Ma cinque anni nel calcio sono un tempo lunghissimo. Con sconfitte in Champions e con risultati eccezionali in Italia, il percorso di Allegri alla Juve è stato chiaro".

Alla Juventus c’è bisogno di una rivoluzione tecnica?
"Guarda che la rivoluzione è già in atto. Cancelo e Dybala di fatto non hanno giocato, Manduzkic ha giocato metà stagione: ma questo lo sanno sia Allegri che Agnelli".

Intanto il Milan è tornato a vincere e ora ha un calendario che può spingerlo molto avanti. Gattuso può prendersi una rivincita clamorosa.
"Il problema del Milan non è mai stato Gattuso, anche se ci possono essere allenatori migliori di lui. Il problema del Milan è il Milan. Che cos’è il Milan oggi? Gattuso copre la leggerezza della società".

La mia sensazione è che Ancelotti a Napoli si sia rassegnato, cioè abbia netta la certezza che non è possibile un salto di qualità.
"Lo credo anch’io. E’ sicuramente consapevole di avere in mano una squadra che non può spostare il paletto delle ambizioni tanto più in là. Il fatto stesso che il Napoli si sia tirato fuori dalla Superlega, ti dà la caratura del club. Ancelotti non è uno che prende una squadra da 6°-7° posto e te la porta al 2°, questa è un’impresa che può fare uno come Mazzarri. Ancelotti non l’ha mai fatto nella sua carriera, lui è bravissimo nel gestire una grande squadra. Ma se vuoi che vinca, devi dargliela, la grande squadra".

Infine: come giudichi il primo anno di Sarri in Premier League. Ha centrato la qualificazione in Champions e può vincere l’Europa League.
"Sarri ha retto ed è cresciuto. I problemi emotivi di Sarri in Inghilterra hanno pesato, in Italia gli si perdonava tutto, lì invece no. Ma ha passato un momento delicatissimo e l’ha superato. E soprattutto ha fatto crescere il Chelsea che - lo ricordiamo - non è più lo squadrone di qualche anno fa. Va detto anche che il Napoli senza di lui ha fatto una valanga di punti in meno. Direi che la sua stagione è stata decisamente positiva".