Calciomercato.com ha chiesto a Mario Sconcerti un commento sulla classifica finale del nostro concorso sui 10 migliori calciatori italiani degli ultimi 50 anni, vinta da Gigi Riva. Questo il suo commento: "Si può essere tranquillamente d’accordo con la classifica dei lettori di calciomercato.com, sono tutti grandi giocatori. Con tanti nomi a disposizione dimenticarne qualcuno rientra nella logica. Ci sono però anche alcune notazioni interessanti da fare. 

La prima è che abbia vinto Riva con punteggio così largo. Riva (con Rivera nella foto di corriere.it) appartiene a un calcio della memoria, è lontano molte generazioni dal calcio attuale. Che abbia ancora vinto lui significa non tanto che chi ha votato lo ha visto e lo ricorda, ma che è rimasta forte l’immagine di Riva nella gente, che è stata molto tramandata perché ha impressionato. Riva ha avuto tutto dall’epica del calcio: è stato un solitario, un guerriero sempre coerente, senza macchia, un giocatore molto fisico ma allo stesso tempo di forti qualità tecniche. Non ha vinto molto, nemmeno con l’Italia, ma è stato il vero eroe, l’Achille della nostra Iliade quotidiana. La seconda cosa interessante è la distanza di Baggio da Riva, ma anche da Del Piero e Totti. Baggio è in assoluto uno tra i dieci migliori giocatori nell’intera storia del calcio, ma non è stato mai veramente di nessuno. Ha giocato quasi dovunque, è diventato più un rimpianto che una bandiera. Questo lo sta lentamente allontanando dalla memoria, soprattutto dei giovani. E’ un gran peccato, ma è già così.
Terza cosa: mancano giocatori degli anni cinquanta e giocatori di adesso. Sul moderno è comprensibile, ci sono tanti stranieri e comunque mancano grandi figure italiane di riferimento. In assoluto però Boniperti e soprattutto Valentino Mazzola non sono stati inferiori a nessuno.
Quarta cosa: la buona posizione, ma i non troppi voti avuti da Buffon. Credo che questo vada sul conto del ruolo. Il portiere non è mai stato considerato troppo dentro la partita, è fondamentale ma non epico, raramente diventa un eroe stabile. E’ una costanza. Il calcio è il gol, è la fantasia e la forza che lo fanno nascere. Il portiere per mestiere evita il gol, è un anti-eroe. Quando ci chiediamo perché quasi nessun portiere è stato premiato con il pallone d’oro, credo dobbiamo darci queste stesse risposte.
Quinta cosa: troppo basso in classifica Rivera, che resta ancora il primo giocatore moderno dagli anni sessanta in su. Rivera inventò lo spazio, non dava il pallone sui piedi, fu il primo a darlo nel corridoio. E tecnicamente non era secondo a nessuno. Nella mia classifica sarei stato incerto tra lui e Riva.

Sesta e ultima riflessione: forse è stato trascurato Tardelli, il centrocampista più completo per corsa, tecnica e leadership. Altra assenza quasi ingiustificata, Boninsegna. Non era inferiore a Riva come realizzatore ed era intelligentissimo in area. Poi Causio, tecnicamente all’altezza di Baggio. Poi forse Vialli, non per quello che ha fatto, ma per come ha interpretato il calcio. E’ stato il primo giocatore di una nuova epoca, quella degli atleti di mondo, pienamente borghesi, non più solo di furbizia contadina e di poche scombinate parole. Mancano infine Burgnich e Facchetti, Signori e Pulici, Mancini e Paolo Rossi. Ma capisco che l’infinito non si può mettere in dieci nomi".