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Sconcerti, cosa ti è piaciuto di questo inizio Europeo?
"Detto che le grandi squadre hanno bisogno di tempo per uscire allo scoperto, al pronti-via mi è piaciuta soprattutto l’Italia. Gioca rapido, in modo diverso, e sono pochissime le squadre che giocano così veloce. Questa diversità è la nostra forza".

Quale è la diversità di Mancini?
"E' un allenatore che pensa in grande".

Fosti tu vent'anni fa a fargli il primo contratto alla Fiorentina.
"Già a quei tempi pensava in grande e pretendeva che la Fiorentina giocasse da grande squadra. E non fu un caso che vinse la Coppa Italia, tra l'altro quello rimane l'ultimo trofeo vinto dalla Fiorentina".

Ora c’è la Svizzera.
"La Svizzera ha due buoni attaccanti. Occhio a Embolo, è il giocatore che mi ha sorpreso di più. Seferovic col Benfica è andato in doppia cifra due volte negli ultimi tre anni. Anche contro il Galles ha sbagliato, ma è sempre stato in partita. E’ uno slavo che gioca in modo latino. Insomma, qualche problema possono crearcelo, ma siamo comunque più forti".

Dando un'occhiata alla Serie A, solo la Sampdoria è ancora alla ricerca dell'allenatore. Chi è rimasto fuori nel pacchetto dei migliori?
"Manca Mazzarri. Ma non andrà alla Sampdoria. Tra l'altro c’è già stato e con lui si arrivò in Champions. E’ fuori da due campionati, ed è piuttosto sgradevole".
L’Europeo ha tolto titoli al mercato.
"Ma guarda che non c’è il mercato che vorremmo, pochissimi club possono comprare davvero. E' tutto abbastanza fermo".

Chi si sta muovendo meglio?
"Il Milan sta facendo un mercato intelligente. Anche se la gente non si rende conto che il fondo del Milan non significa avere Berlusconi. Il fondo, per sua stessa natura, risana e poi rivende, ogni soldo che investe poi lo deve riavere. Quello del Milan è il mercato intelligente perché usano il proprio marchio per attirare giocatori e offrire un buon ingaggio".

Che ne pensi di Buffon che torna a Parma?
"Credo fosse inevitabile. Se sei stato tutta la vita a Torino, alla Juve devi salvaguardare la tua vita futura. Non puoi andare in piazze dichiaratamente anti-juventine. Parma va bene, lì ha cominciato. Anche se dai campioni di quella generazione mi aspettavo qualcosa di più".

Cosa intendi?
"Una presenza più forte nel movimento calcistico, a livello dirigenziale. Invece mi sembra che per la maggior parte non abbiano la forza di rimettersi in gioco. Credo che la loro riluttanza sia dovuta alla paura di sporcarsi con la burocrazia, così finiscono per scegliere la via più facile e comoda".