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Finisce il calciomercato, finisce la giostra dei sogni. L’Inter ne esce più forte. Il Napoli deve ancora trovare la quadra, la Juve ha già la traccia di Sarri. E poi: è finita la telenovela Icardi, Leao può diventare un crack, Correa sposterà gli equilibri, la Lazio potrà lottare per lo scudetto. Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di "100° Minuto" - abbiamo parlato con Mario Sconcerti. 

Sconcerti, chi l’ha vinto il mercato? 
«L’ha vinto l’Inter».

Perché? 
«Perché ha preso Conte». 

Basta lui?
«Può bastare. Guarda, questo è stato il mercato dei grandi allenatori, non ho visto fuoriclasse cambiare maglia. Non è un caso che la Juve giochi con la vecchia squadra. Credo che non saranno i giocatori - che pure sono buoni - a far vincere l’Inter: se succederà sarà una vittoria di Conte». 

E’ stato anche il mercato dei dirigenti. Marotta vs Paratici. 
«Nella guerra di mercato tra Marotta e Paratici, alla fine ha vinto Marotta. E il momento culminante di questa lotta è stato quando Paratici è andato a Londra per vendere Dybala e Mandzukic e poi fino all’ultimo ha cercato di vendere Rugani. E non ci è riuscito. Quello è stato un brutto colpo». 

Come hai visto la Juventus contro il Napoli? 
«Per un’ora ho visto una grandissima squadra. A proposito di allenatori: la mano di Sarri si sta vedendo su Douglas Costa, ora è eccezionale, prima era un giocatore da mezze prodezze, non sapevi mai dove ti portava davvero. E poi Pjanic si è sveltito davvero, Higuain è un grandissimo centravanti e giocherà molto. Sarri ora deve trovare continuità, ma sta diventando la sua Juve». 

E il Napoli? Tra Fiorentina e Juventus ha preso 7 gol in 2 partite. 
«Al Napoli manca soprattutto il centrocampo. Ancelotti ha due difensori molto potenti e rapidi, Manolas e Koulibaly, così ha pensato: faccio muro con loro e avanzo la squadra. Per questo è partito con il 4-2-3-1, ma c’è ancora qualcosa che non funziona. Fabian Ruiz a ridosso degli attaccanti va in difficoltà. Questo spiega perché Ancelotti voleva fortemente James Rodriguez, che ha caratteristiche precise proprio per quel tipo di gioco. Di certo lo sfasamento a centrocampo ha indebolito la fase difensiva. Senza contare le difficoltà di Di Lorenzo, che in due partite si è trovato davanti Chiesa e Cristiano Ronaldo, e di Ghoulam». 

Il giocatore più interessante su cui puntare? 
«Mi ripeto: Correa. Per me tra un anno può valere 100-150 milioni». 

E uno dei nuovi stranieri arrivati? 
«Un crack potrebbe diventare Leao. Non ci saranno mezze misure, se si adatta presto al nostro campionato farà delle cose molto importanti. Mi piace molto anche Malinovsky, lo conosco, farà bene, senza essere travolgente, segna e fa gli assist, la sua specialità». 

Alla fine Icardi è andato al Psg. Chi ha vinto? 
«Vincerà l’Inter, ma solo se alla fine intascherà i 70 milioni previsti dal prestito. Per ora siamo in stallo, visto che gli hanno pure rinnovato il contratto». 

La delusione di queste prime due giornate. 
«La Sampdoria è un caso strano. Certo, c’è la cessione di mezzo, però non può essere solo quello. Di Francesco è bravo. Può perdere le partite, ma riesce sempre a dare un senso alla squadra. Invece in queste due prime partite ho avuto la sensazione di una squadra sbandata. C’è un vuoto che non conosciamo, e che deve essere  riempito in qualche modo». 

Chi ti incuriosisce di più? 
«La Lazio: ha sostituito Marusic con Lazzari, ed è un bel colpo. Se regge mentalmente, può giocare per lo scudetto. Fino ad oggi arrivava agli scontri diretti e li perdeva. Ma mi pare che qualcosa stia cambiando. E poi - te l’ho detto prima - c’è Correa. Un giocatore decisivo, come pochissimi altri in Serie A».